PER VENDETTA INVESTE E UCCIDE IL COGNATO RIVALE

pubblicato da e.borghini

// 15 gennaio, 2010 // articoli di giornale



Repubblica — 17 agosto 1995 pagina 19 sezione: CRONACA

ROMA – Uccide il cognato investendolo con il fuoristrada, sotto gli occhi allibiti di centinaia di persone, nel cuore di Torvaianica, grosso centro balneare a trenta chilometri da Roma. Poi fugge, inseguito dalle ricerche dei carabinieri e dalle accuse dei parenti: “L’ ha fatto apposta, assassino”. Ma l’ uomo, Angelo Di Vico, 52 anni, poi s’ è consegnato ai carabinieri e s’ è difeso: “Stavo partendo, lui s’ è gettato davanti alle ruote, non l’ ho fatto apposta”. Il volto dell’ ucciso, Romano Pippa, 38 anni, tempo addietro apparve in tv. Durante una puntata di “Chi l’ ha visto” denunciò la scomparsa della moglie Giuseppina. La donna, in realtà, era fuggita perché era stanca di subire le percosse del marito e quando venne rintracciata dai redattori della trasmissione di Rai3 si rifiutò fermamente di tornare da lui. Storia di violenza, dunque, ma anche di estremo degrado sociale e culturale. Nel suo genere è esemplare. L’ altra notte, quella di ferragosto, sul litorale di Torvaianica (cittadina a metà strada fra Ostia ed Anzio che d’ estate scoppia di villeggianti) in realtà si sono incontrate due schegge dei ‘ quartieroni’ romani di Corviale e di Tor Bellamonaca, autentici mostri urbanistici sorti negli anni Settanta nelle opposte periferie della capitale, a nord la prima e a sud la seconda. Angelo Di Vico, l’ assassino, viveva in uno dei palazzoni della strada principale di Tor Bellamonaca, via dell’ Archeologia, e aveva sposato Barbara Pippa, una delle sorelle di Romano Pippa, il morto, che invece abitava con la moglie Giuseppina e sette figli all’ interno di un “frammento” del serpentone di Corviale, detto così perché si tratta di un unico palazzo lungo un chilometro e alto otto piani. Fra i due uomini, secondo quanto hanno appurato i carabinieri della compagnia di Pomezia che al comando del capitano Caciuttolo hanno svolto le indagini, non correva buon sangue ma i motivi del risentimento non sono stati ancora accertati. S’ è cercato fra i piccoli precedenti penali per cui soprattutto Angelo Di Vico s’ era segnalato ma non è stato trovato nulla di significativo. Di certo, finora, c’ è che i due cognati erano divisi da una incompatibilità di carattere spesso aiutata da bevute troppo abbondanti e una naturale propensione a perdere il controllo dei nervi. La forza del rapporto di parentela, tuttavia, faceva sì che i due si frequentassero comunque e che le loro famiglie consumassero assieme anche gran parte delle vacanze, a Torvaianica appunto. Ma l’ altra sera, sul lungomare delle Meduse affollato di papà, mamme, nonni e bambini, in una gran confusione di luci, traffico e pubblicità lampeggianti, è successo l’ irreparabile. Il preludio del dramma s’ è svolto sulla terrazza del bar “Il ragno d’ oro”, dove Angelo Di Vico e Romano Pippa con una seconda sorella e un altro cognato, si erano sistemati a un tavolo ordinando da bere. Secondo il gestore del locale i clienti dovevano già avere brindato in abbondanza nelle ore precedenti e apparivano alticci. Fatto sta che fra Di Vico e Pippa è nato un alterco che ben presto è sfociato in vera e propria lite, al punto che gli altri avventori hanno cominciato a protestare contro la presenza di quei clienti rumorosi e maleducati. Quelli non se lo sono fatto dire due volte e la lite è proseguita in strada, davanti a una mega gelateria affollata di gente. Ed è successo il peggio. Angelo Di Vico è salito sulla sua Range Rover e ha messo in moto. Tutti hanno visto il corpo di Romano Pippa davanti al muso della vettura. Poi l’ accelerata e Pippa che per alcuni istanti è rimasto aggrappato in precario equilibrio al cofano del fuoristrada. Infine Di Vico ha bloccato i freni di colpo e il cognato è caduto a terra sbattendo la testa. Un rivolo di sangue ha subito tagliato l’ asfalto e, mentre Di Vico fuggiva, l’ uomo è rimasto ad agonizzare per terra almeno per un quarto d’ ora. Da un locale nei pressi arrivavano le note della discomusic. Il gestore della gelateria continuava a preparare coni e coppette per i clienti: “C’ era tanta gente da servire, non mi sono accorto di nulla”. Il traffico è rimasto paralizzato per quel corpo di traverso sulla sede stradale. Poi è arrivata una ambulanza, ma era troppo tardi.

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