Archivi per aprile, 2010

Una costruzione gigantesca

// aprile 30th, 2010 // No Comments » // storie di corviale

La prima volta che ho visto il Serpentone mi ha fatto paura; scesa dall’autobus, mi sentivo disorientata e atterrita dalle gigantesche dimensioni di questa costruzione. Avevo visto la sua foto in qualche giornale, oggetto di inchieste e articoli di cronaca nera. Un “eco-mostro” come spesso viene dipinto in modo frettoloso dalla stampa locale e nazionale, uno scempio architettonico che merita l’abbattimento immediato. Vederlo dal vivo fa un’impressione tutta diversa; subito ti prende e ti cattura così: cerchi di abbracciarlo con un solo sguardo, ma non ce la fai, perché le sue dimensioni sono enormi. Quasi un chilometro di cemento, 6000 persone che abitano dentro il suo ventre, più di mille appartamenti. I numeri e le dimensioni di Corviale sono spaventosi, ma solo questi lo sono: ho parlato con la gente che ci abita, gli ho chiesto alcune informazioni pratiche sui vari lotti in cui l’intero stabile è diviso e in loro, vi assicuro, non ho trovato niente di spaventoso e di impressionante, ma solo umanità, affabilità e disponibilità nel rispondere alle mie domande. Sono le dimensioni enormi che portano a vedere e concepire il Nuovo Corviale come disumanizzante e disumano, ma è un errore (fuorviante) sovrapporre il giudizio sulla costruzione a quello sulla gente che lo abita.

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Repubblica — 03 giugno 2004 pagina 1 sezione: ROMA

Caro direttore, leggo su La Repubblica che “il Sindaco di Roma ha inviato una lettera al Presidente della Regione Francesco Storace per sollecitare una rapida conclusione delle conferenze di servizi sugli articoli 11” Dunque ad oggi nessuno dei “Programmi di recupero urbano”, in gergo “articoli 11”, è in cantiere. Danno grave per Roma, effetto della mala politica secondo cui i programmi dell’ avversario, tanto più se utili alla città, vanno presi in ostaggio e bloccati. Cosa sono i Programmi di recupero urbano? Circa 1.700 milioni di euro per investimenti pubblici e privati nelle periferie romane, ricorda Repubblica. Periferie che si chiamano Acilia, Corviale, Fidene, Labaro, Laurentino, Magliana, Palmarola, Primavalle, Tor Bella Monaca, San Basilio, Valle Aurelia. Quartieri con oltre 400.000 abitanti. Investimenti per case, servizi e reti, ma soprattutto per nuove attrezzature. Cosa vuol dire? Basta elencarle: 49 parchi e giardini, 24 parcheggi, 22 asili e scuole materne, 15 medie ed elementari, 19 centri commerciali e di servizi (con incubatori d’ impresa e laboratori artigianali), 11 centri culturali (inclusi cinema e teatri), 4 biblioteche comunali, 3 musei, 15 impianti sportivi, 11 piste ciclabili, 7 mercati, 4 centri anziani, 8 tra centri civici, sedi di circoscrizioni e servizi socio-assistenziali, 4 alberghi. Tutto ciò era stato deciso e progettato con la più ampia partecipazione. A fine 1997 il Comune pubblicò un bando definito assieme ai Municipi. Risposero più di 200 imprese e operatori. Le proposte furono valutate da una Commissione tecnica cui partecipò anche la Regione. Poi centinaia di assemblee nei quartieri fissarono le priorità, discussero piani e progetti. Alla fine il Consiglio Comunale esaminò, cambiò, approvò (gennaio 2001). Per molti osservatori, anche europei, era finalmente la strada per vincere la sfida dell’ urbanistica contemporanea: per cominciare a rifare le periferie, dar loro funzioni, qualità, identità. Con questo traguardo cittadini, imprenditori e amministratori avevano lavorato assieme: evento nuovo, inammissibile per chi voleva restaurare la vecchia urbanistica. Dall’ aprile 2001 gli atti sono alla Regione. Il Presidente Storace fa sapere che se ne sta occupando. Da tre anni? Quale problema burocratico, se c’ è, non si risolve in tre anni? Quanti asili, biblioteche o alberghi si sono persi nel frattempo? * Docente di Urbanistica all’ università La Sapienza – DOMENICO CECCHINI*

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Repubblica — 15 novembre 2002 pagina 12 sezione: ROMA

Il serpentone salvato dai libri. Resusciterà dalle ceneri di una scuola convertita in un Centro polivalente ancor prima di nascere, l’ anima di Corviale. Un ampio susseguirsi di aule, saloni, laboratori e spazi attrezzati in una delle periferie più estreme e degradate della città. «Un’ operazione di grande valore simbolico e culturale», spiega il presidente del XV Municipio, Gianni Paris, che per la stessa ragione, circa sei mesi fa, qui trasferì la nuova sede del Consiglio di zona. Motore del nuovo Centro – un basso rettangolo di cemento piazzato proprio di fronte al palazzone lungo un chilometro – è una spaziosa biblioteca che verrà inaugurata il 22 novembre dal sindaco Veltroni. Ottocento metri quadri di scaffali, una sala lettura da 50 posti, una per ragazzi da 20, una per proiezioni e riunioni da 40, tre postazioni per l’ ascolto di musica e quattro per guardare i video, un’ isola multimediale, un’ emeroteca; accanto una ludoteca dove “parcheggiare” i bambini e un punto di ristoro per quanti hanno intenzione di studiare o trascorrere diverse ore fra libri e consultazione di giornali, riviste, persino Internet. Una rivoluzione per il Serpentone, sprovvisto sin dalla costruzione – nel lontano 1975 – dei servizi più essenziali. Spiega Paris: «Prima abbiamo trasferito le sedi istituzionali, Municipio e vigili urbani; ora stiamo organizzando le attività all’ interno del Centro: ormai non sono più gli abitanti di Corviale a doversi spostare per usufruire dei servizi, ma è la città che deve venire a Corviale. Il senso è dare finalmente un’ identità al quartiere, rendere giustizia alle 8 mila persone che ci vivono, fargli capire che questo posto non è un mostro, un corpo estraneo, ma è parte integrante del tessuto urbano, in grado di attrarre cultura, servizi, persino divertimento». L’ inizio è promettente. Il patrimonio della biblioteca, che ha aperto in via sperimentale da appena tre giorni, ancora di più: 12.700 volumi, di cui 3.500 per ragazzi; 450 videocassette e 353 Dvd (in prevalenza fantascienza, horror, thriller, d’ animazione); 222 Cd musicali; 147 Cd Rom per viaggi multimediali; una sezione speciale dedicata alla letteratura fantasy, a Roma e alle biografie. Per gli abitanti di Corviale, la biblioteca dei sogni. –
GIOVANNA VITALE

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Repubblica — 26 ottobre 2002 pagina 15 sezione: ROMA

Musica elettronica, videoarte, architettura sono gli ingredienti di Sonicity 2002, il progetto realizzato dall’ associazione culturale Moorroom per Corviale. Il quartiere romano, progettato dall’ architetto Fiorentino nel 1972 e realizzato dieci anni dopo, è il palcoscenico in cui oggi si esibiscono musicisti e artisti. Una manifestazione composta da più eventi, a partire dalle 19, nel secondo e terzo lotto di quello che è considerato uno dei grandi edifici in Europa: 750 mila metri cubi di cemento, 958 metri di lunghezza, 200 di spessore e 30 di altezza per mille e 200 alloggi per anni abbandonati o occupati abusivamente. Il progetto ha natura di carattere sociale e di recupero di una zona lontana dai fermenti culturali. Dal 23 settembre al 12 ottobre è stato organizzato un workshop con i ragazzi che vivono a Corviale per dare loro gli strumenti minimi per realizzare un video sul loro quartiere, ora proiettato nel percorso che attraversa l’ edificio. I grafici italiani Coemae, i vj Riccardo Arena e Claudio Sinatti con le loro videoistallazioni verticali, il norvegese HC Gilje che presenta un video sugli aspetti architettonici di Corviale, Luigi Rizzo con il suo video in steadycam sono alcuni degli artisti che si sono misurati con questo strano prodotto dell’ architettura.

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Nel 1983 il gigantesco edificio fu fatto conoscere a tutta Italia dal film Sfrattato cerca casa equo canone, con protagonista Pippo Franco, un’opera molto modesta della commedia all’italiana, dove vengono derisi i principi urbanistici e ideologici che avevano portato alla sua costruzione.
(fonte: wikipedia)