Archivi per maggio, 2010

A Corviale nuovo centro commerciale

// maggio 28th, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

Repubblica — 25 maggio 2004 pagina 2 sezione: ROMA

Si chiamerà «55 Avenue», si estenderà su 15.500 metri quadrati articolati in sei piani, tre destinati a commercio, compreso l’ ipermercato Conad-Le Clerc di 5.400 metri quadrati, e tre al parcheggio gratuito sotterraneo con 1000 posti macchina. Il tutto, in acciaio e pannelli di vetro satinati. E’ il nuovo centro commerciale che aprirà nel maggio del 2005 al quartiere Corviale-Casetta Mattei, progettato dalla società francese Altarea (gruppo francese specializzato nel mercato dei centri commerciali in un’ ottica di recupero dei centri urbani, come il Bercy Village di Parigi, esempio di restauro conservativo di un sito storico con l’ inserimento di negozi e attività ludiche) e realizzato in partnership con Di Veroli. Il progetto è stato illustrato nella sede parigina di Altarea dal presidente Alain Taravella e dall’ amministratore delegato Ludovic Castillo. «Il centro commerciale è firmato dall’ architetto Valode et Pistre – ha spiegato Taravella – uno dei dieci architetti più importanti della Francia. L’ intervento si va ad inserire in un punto di grande accessibilità, con un bacino d’ utenza di 300mila abitanti, dove però non esiste un’ offerta concreta di servizi. Per la nuova piazza commerciale verrà strutturata anche la nuova strada di collegamento con la via Ostiense».

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Repubblica — 16 marzo 2007 pagina 3 sezione: ROMA

Corviale, Tormarancia, Quarticciolo, Primavalle: sono le borgate romane che usufruiranno dei circa 30 milioni di euro per interventi di recupero e riqualificazione urbana previsti dal protocollo di intesa firmato ieri dal ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro e dal presidente della Regione Pietro Marrazzo. Sono progetti di risistemazione urbanistica “diffusa” – nuove aree verdi, rifacimenti stradali e fognari, ripristini di edifici degradati – tra i quali però spicca il progetto di realizzare all’ interno di Corviale anche una sede distaccata della Facoltà di Architettura della Sapienza. Il documento contiene 16 “contratti di quartiere” per interventi in zone degradate. Oltre ai quartieri romani, nel pacchetto laziale, con uno o più interventi, Alatri Monterotondo, Frosinone, Bagni di Tivoli, Latina, San’ Oreste, Albano Laziale, Civita Castellana e Rieti. L’ importo complessivo del cofinanziamento Ministero-Regione è di 135 milioni di euro, di cui il 65% a carico del Ministero e il 35% a carico della Regione. I comuni hanno 150 giorni per predisporre la progettazione esecutiva delle opere pubbliche e il programma esecutivo della sperimentazioni. Si comincerà a costruire entro 12 mesi dalla firma del protocollo. L’ accordo, ha detto il presidente Marrazzo, «è la testimonianza che quando la filiera istituzionale ha una profonda sinergia i cittadini possono poi vedere i risultati concreti. Oggi questo è accaduto». Per quanto riguarda gli interventi a Roma, nel quartiere Primavalle-Torrevecchia saranno tra l’ altro demoliti e ricostruiti edifici di proprietà dell’ Ater. A Corviale sono previste anche ristrutturazioni di locali non residenziali e interventi di arredo nel verde pubblico. A Tormarancia, oltre ad altri interventi dei complessi edilizi di proprietà dell’ Ater, sarà realizzato un asilo nido e una scuola di infanzia. Anche al Quarticciolo edifici dell’ Ater saranno risanati. Il presidente della Commissione Lavori Pubblici della Regione, Giovanni Carapella, spiega che gli interventi non finiranno qui: «Verranno costruiti 150 nuovi alloggi in parte da destinare alle Forze dell’ ordine, ai quali si sommano altri interventi più modesti. E oltre 2000 alloggi saranno inoltre oggetto di ristrutturazione. I nuovi Contratti di Quartiere si caratterizzano come un intervento equilibrato che coinvolge in eguale misura Roma e il territorio regionale; sono una metodologia innovativa per l’ urbanistica del Lazio, un mix ideale tra interventi di manutenzione edilizia sul patrimonio residenziale pubblico (case comunali e case dell’ Ater) e riqualificazione degli spazi urbani finalizzata al miglioramento della vivibilità e dell’ immagine stessa dei quartieri».
- RENATA MAMBELLI

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Repubblica — 09 giugno 1999 pagina 3 sezione: ROMA

BLOCCANO la strada per potestare contro i ritardi dell’ Atac. Una folla inferocita da oltre novanta minuti in attesa del “98″, ha “sequestrato” quattro vetture arancioni, sopraggiunte tutte contemporaneamente. La manifestazione spontanea è avvenuta, ieri mattina, pochi minuti dopo le nove a via di Bravetta. Sotto accusa la linea che collega il Corviale a via Paola, una traversa di corso Vittorio. I quattro bus sono rimasti fermi per quasi un’ ora. Sul posto, oltre ai controllori dell’ Atac, sono intervenuti gli agenti del commissariato Monteverde. I vigili urbani, per l’ intasamento provocato su via di Bravetta, hanno dovuto disporre alcune deviazioni del traffico. Poi, gli agenti sono riusciti a calmare le persone e i bus sono, finalmente, partiti. I controllori nel frattempo avevano spiegato agli utenti che i ritardi erano stati causati dal guasto a catena dei quattro bus, rimasti fermi lungo il percorso. Sulla protesta degli utenti del “98″ è intervenuto il deputato Verde Paolo Cento che ha sottolineato come troppo spesso gli abitanti delle periferie siano costretti a subire i disagi dovuti alla manzanza di serivizi di primaria importanza. “La protesta spontanea dei cittadini non deve essere sottovalutata dal presidente dell’ Atac” incalza il parlamentare ambientalista “deve costituire l’ occasione per potenziare i collegamenti tra questi quartieri e il resto della città”. “Gli abitanti di Corviale, Bravetta e Casetta Mattei” aggiunge Cento “sono stati infatti penalizzati dalla ristrutturazione dei collegamenti e per loro è spesso difficilissimo sia raggiungere il tram Casaletto-Largo Argentina, sia la sede circoscrizionale”. Il deputato ha anche sottolineato come l’ Atac stia, in effetti, migliorato il servizio: “I fatti di questa mattina, però, dimostrano che è necessaria un’ ulteriore verifica sulle linee che servono questi quartieri e un potenziamento della loro frequenza per evitare che situazioni di disagio si possano ripetere nei prossimi mesi”. Immediata la replica dell’ Atac. “Ai cittadini vanno le nostre doverose scuse. La loro è stata una protesta comprensibile” spiegano alla direzione di via Volturno “però ha aggravato ulteriormente i disagi per altre e più numerose persone che stavano aspettando anche loro alle altre fermate”. Sui guasti a catena, che, nel giro di poche ore, hanno messo ko i quattro bus della linea “98″ è stata diposta un’ inchiesta. Le vetture sono state rimorchiate al deposito della Magliana e sottoposte alle verifiche tecniche. “Vogliamo essere sicuri di quello che è successo. Quattro guasti in un’ ora sono davvero troppi e a dir poco sospetti” precisano dall’ Atac “Da un punto di vista statistico, infatti, solo il venti per cento delle corse sopresse dipende da colpe interne l’ azienda, tra cui guasti, assenze improvvise di conducenti e altri disservizi. I motivi interni incidono mediamente con la perdita di una corsa su cinque”. Nel ‘ 97 il totale delle corse saltate ha raggiunto quota 101.873 mentre nel primo trimeste del ‘ 99 sono già 62.717: pari a cinquecentotrenta chilometri in meno. Secondo l’ Atac l’ ottanta per cento dei ritardi è dovuto a “cause esterne”: “Soprattutto ingorghi, cantieri e scioperi e, in misura minore, per i servizi messi a disposizione dei tifosi e dell’ autorità di pubblica sicurezza”. – di MARINO BISSO

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Il progetto Salingaros: borgo tradizionale, parco e duemila abitazioni. È il progetto del gruppo Salingaros realizzato dell’architetto Ettore Mazzola, professore alle università di Notre Dame e di Miami

Il Tempo, 9 maggio 2010
http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2010/05/09/1156959-corviale_stile_garbatella.shtml
di Dario Martini

Corviale Il nuovo Corviale rinascerà in stile Garbatella. Un borgo tradizionale che si ispira alla scuola architettonica romana degli anni Venti. È il progetto del gruppo Salingaros realizzato dell’architetto Ettore Mazzola, professore alle università di Notre Dame e di Miami. L’assessore regionale alla Casa, Teodoro Buontempo, ha lanciato l’amo: demoliamo il Serpentone e ricostruiamo un quartiere a misura d’uomo. Per essere solo all’inizio, pare abbia funzionato. Dopo l’architetto Cristiano Rosponi, che ha rispolverato un progetto del 1997, sponsorizzato all’epoca dal consigliere regionale (oggi deputato) Fabio Rampelli, stavolta sono il collega Mazzola e il gruppo Salingaros a mettere nero su bianco la loro idea. Se Rosponi pensava a una «città giardino», Mazzola propone un «borgo collinare diviso in corti». Le case «si ispireranno al lotto numero otto della Garbatella». O per fare un altro esempio alle abitazioni di Largo Magna Grecia. Mazzola vuole essere chiaro: «Sarà quanto di più romano esiste».

La parte centrale del nuovo quartiere sarà dedicata alle abitazioni e ai negozi, tutto intorno un grande parco (nella foto al centro la bozza del progetto). Gli edifici saranno alti massimo cinque piani. I negozi si troveranno al piano terra con affaccio sulle strade. Ci saranno parcheggi privati e pubblici. Ma anche un cinema-teatro, un ufficio postale, una sede del Municipio, una chiesa e le scuole con annessi campi sportivi. Non ci saranno solo case popolari. Le abitazioni andranno da 50 a 140 metri quadri. In tutto duemila alloggi e più di 200 palazzine. Ogni corte avrà un giardino dedicato ai più piccoli con giochi e giostre. I lavori interesseranno un’area di circa 30 ettari.

«All’incirca il doppio dell’attuale Serpentone», spiega Mazzola. Il gruppo Salingaros pensa alla possibilità di utilizzare il premio cubatura del 40% previsto dalla legge regionale sul Piano Casa per chi demolisce e ricostruisce in periferia. L’abbattimento del Serpentone non avverrà tutto in una volta. Come Rosponi, anche Mazzola ha pensato a una demolizione per fasi (sei in tutto). Mano a mano che si costruiscono le nuove abitazioni i residenti inizieranno a trasferirsi. «Per essere realisti ci vorranno al massimo cinque anni per vedere nascere il nuovo quartiere. Le tecniche attuali permettono di costruire con altissima velocità», prevede l’architetto dell’University of Notre Dame.

Il progetto non prevede grandi cambiamenti della viabilità attuale che verrà integrata nel nuovo quartiere. Anche sul costo della demolizione Mazzola e Rosponi concordano: «Servono circa 20 milioni» (compresa la demolizione dei detriti). L’impatto visivo, per chi è abituato a convivere ogni giorno con il mostro di cemento, è assicurato. «Il cemento a vista tipico dell’architettura brutalista scomparirà – spiega Mazzola – Saranno utilizzati materiali come mattoni, pietre, calci, intonaci ed eventualmente anche il legno. Tecniche di costruzione che costano meno e garantiscono una durata maggiore. Si tratta di metodi tradizionali ed efficaci. Basta guardare agli edifici di Testaccio che in cento anni non sono mai stati restaurati».

In questo modo si dovrebbe risparmiare anche sulla manutenzione visto che l’attuale casermone lungo un chilometro richiede costi molto alti. Gli svantaggi li spiega lo stesso Mazzola: «I pannelli di cemento si deteriorano, a contatto con l’acqua, infatti, si verifica la carbonatazione delle molecole che mangia i ferri all’interno». E mentre gli architetti dibattono sul modo migliore di riqualificare Corviale, la politica si divide. Destra e sinistra si trovano su due posizioni diametralmente opposte. Se Buontempo mira a riconvertire il quartiere, abbattendo l’alveare umano e dando ai residenti case più vivibili, Esterino Montino lo ritiene un intervento inutile. Il capogruppo del Pd alla Pisana è ironico: «Aspettiamo con ansia che Buontempo arrivi nel centro di Roma, magari gli verrà in mente di abbattere anche Palazzo Venezia».

Al di là delle battute la posizione del centrosinistra è chiara: nessuna demolizione, lavoriamo sull’esistente. Il segretario regionale del Pd, Alessandro Mazzoli, tira fuori anche una consultazione popolare: «La gente di Corviale in un recente sondaggio si è detta in larghissima maggioranza contraria alla demolizione della struttura». Anche se la maggiore preoccupazione dei residenti proviene dalla paura di dover aspettare anni e anni prima di riavere una casa. Timore fugato dai due progetti presentati fino ad ora, quello di Rosponi sponda Rampelli e quello di Mazzola per conto del gruppo Salingaros: prima si penserà a costruire, poi a demolire. E mentre la politica litiga, un passo in avanti però è stato fatto. Due progetti sono già stati messi sul tavolo.

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Abbattere Corviale? Meglio la rigenerazione della proposta Buontempo