Archivi per settembre, 2010

Marroni (Pd), Corviale specchio dell’inadeguatezza della giunta

// settembre 24th, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

Roma, 22 set. – (Adnkronos) – “Tra le opere pubbliche gia’ finanziate e ferme c’e’ anche la riqualificazione di Corviale. Con le difficolta’ denunciate ieri dall’assemblea dei costruttori e’ un vero scandalo tenere fermi 23 milioni di euro senza dare avvio al recupero del 4° piano dell’edificio ed alla verticalizzazione dello stabile per rendere piu’ agevole l’accesso ai singoli immobili. Opere eseguibili da subito e decise gia’ in conferenza dei servizi”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd del comune di Roma Umberto Marroni.

“Annunciare progetti faraonici e’ facile, realizzarli invece e’ tutt’altra cosa, come dimostrano i 30000 alloggi ancora sulla carta. La vicenda di Corviale e’ emblematica ed e’ lo specchio della confusione e dell’inadeguatezza della Giunta che sulle periferie non riesce neanche ad avviare le opere piu’ semplici con danno per i cittadini e l’economia romana” ha concluso Marroni.

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(L’UNICO) 22 sett. – “Ormai siamo al paradosso. Completamente a corto di argomenti in merito al recupero delle periferie, il centrosinistra racconta una storia fantasiosa priva di alcuni passaggi fondamentali”, così ha risposto in merito alla “vicenda Corviale” Marco Di Cosimo (PdL) al capogruppo del PD al Comune di Roma, Umberto Marroni.

“È un vero scandalo tenere fermi 23 milioni di euro senza dare avvio al recupero del 4° piano dell’edificio ed alla verticalizzazione dello stabile per rendere più agevole l’accesso ai singoli immobili”, aveva dichiarato Marroni in mattinata, e Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, ha voluto rispondergli così: “Per quanto riguarda la vicenda Corviale, i fondi di cui Umberto Marroni fa riferimento sono stati stanziati dall’ex giunta regionale di centrodestra nel 2005, anno dell’approvazione del progetto di recupero del 4° piano dell’edificio e della verticalizzazione dello stabile. Il progetto però fino ad oggi è rimasto ben chiuso nei cassetti dell’Ater e della Regione Lazio che, lo ricordiamo al capogruppo del PD, fino a pochi mesi fa era governata dai suoi compagni di partito. Marroni dunque potrebbe spiegarci il perché di questi 5 anni di nulla.”

Marroni aveva affermato che “la vicenda di Corviale è emblematica ed è lo specchio della confusione e dell’inadeguatezza della Giunta che sulle periferie non riesce neanche ad avviare le opere più semplici.” Di Cosimo ha quindi replicato: “A dimostrazione dell’attenzione che da sempre abbiamo verso le periferie, rivendichiamo con forza la paternità della scelta dell’abbattimento ponti 9, 10 e 11 a Laurentino 38. Un’opera finanziata, programmata e posta in essere dall’ex giunta regionale di centrodestra della quale il centrosinistra si vantò con i cittadini.”

“Per quanto riguarda invece Tor Bella Monaca – continua Di Cosimo – ritengo essere assurdo il fuoco di sbarramento della sinistra ogni qual volta si parli di una riqualificazione di aree della città palesemente simbolo del fallimento di un certo tipo di urbanistica.”

“Appare in ogni caso evidente l’attenzione rivolta alle istanze dei quartieri meno centrali della città da parte di questa amministrazione, che sta procedendo nella direzione della reale riqualificazione. Una strada che, alla luce dei fatti, la sinistra non sa nemmeno dove sia”, conclude l’esponente del PdL, Marco Di Cosimo. (L’UNICO)

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(Adnkronos) – 21 sett. “Per il quartiere di Corviale restano peraltro ancora bloccati gli stanziamenti della Regione per opere di riqualificazione pari a 23 milioni di euro – continua Marroni – Serve ben altro che le chiacchiere per dare impulso all’economia, come rilanciare le opere pubbliche, realizzare i 9500 alloggi di edilizia residenziale pubblica gia’ approvati da molti mesi, snellire le procedure, garantire tempi certi nei pagamenti alle imprese. Ma serve soprattutto programmare il futuro della citta’”.

“La Giunta Alemanno invece continua a lanciare bandi e iniziative confuse senza strategie e spesso prive di capacita’ operativa – conclude Marroni – Passiamo dalla politica degli annunci agli annunci della politica e niente altro. Come Pd siamo stati determinanti nell’approvazione di tante iniziative e progetti approvati nel corso delle precedenti amministrazioni di centrosinistra che peraltro ad oggi restano sostanzialmente le uniche in campo. Continueremo anche dall’opposizione a proporre soluzioni e risposte concrete per la citta’”.

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(ASCA) – Roma, 21 set – ”Vera e propria emergenza e’ quella abitativa, non solo per le fasce tradizionalmente considerate piu’ deboli, ma anche per un’articolata serie di utenti portatori di nuove esigenze. Roma ha bisogno di dare risposte valide ad almeno 30 mila nuclei familiari che versano in situazione di forte disagio abitativo”. Cosi’ il presidente dell’Acer, Eugenio Batelli, in occasione dell’assemblea annuale dell’Acer, ponendo nel contempo un’altra esigenza: quella della riqualificazione delle periferie. ”Un problema – ha detto – da non sottovalutare: sono quasi un milione le persone che vivono le nostre periferie.” Di qui Batelli ha indicato le tipologie di periferia. ”Una prima tipologia – ha spiegato – e’ quella dove gli insediamenti sono nati spontaneamente, caratterizzati dalla mediocre qualita’ delle strutture edilizie, dalla mancanza di aree destinate a servizi e da un tessuto stradale inadeguato. Mi riferisco, ad esempio, alle zone di Montespaccato, Vermicino, Infernetto e Centocelle. Per queste periferie ritengo che la soluzione piu’ idonea sia quella della sostituzione edilizia, che consente un riassetto urbanistico funzionale di questi insediamenti. Questi interventi, pero’, non sono realizzabili con gli incentivi attualmente previsti dal Piano Casa Regionale, che non garantiscono il necessario equilibrio economico”. Altra tipologia di periferia ”Corviale, Laurentino 38 e Tor Bella Monaca, caratterizzate dalle scelte urbanistiche degli anni ’70, che hanno concentrato, in pochi siti, vasti interventi di edilizia popolare. Ritengo che questo modello di insediamento vada ripensato in funzione dell’esigenza di riorganizzare la vita sociale del quartiere.

Gli interventi da attuare, tra cui non si puo’ escludere la sostituzione edilizia, dovranno essere pertanto mirati alla realizzazione del nuovo modello”. E poi ”le periferie realizzate con gli interventi di edilizia agevolata del 2* PEEP, tipo Castelverde, Torraccia/Casalmonastero e Muratella, dove mancano strutture di servizio, pur essendoci aree destinate a tale funzione. Mi riferisco agli asili nido, alle scuole, ai centri per gli anziani, ai centri di aggregazione sociale e per la cultura, ai centri sportivi e alle strutture sanitarie” .

Bet/cam/ss

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Il Sindaco Alemanno: “Entro i primi giorni di ottobre presenteremo il masterplan per Tor Bella Monaca”. La Polverini: “Corviale è una violenza della nostra città, fa paura”

Non solo Tor Bella Monaca. L’autunno della politica romana si annuncia all’insegna dell’urbanistica e più precisamente della riqualificazione delle periferie. A dare fuoco alle polveri ci ha pensato a ferragosto Alemanno lanciando la campagna pro Tor Bella Monaca. E ieri il sindaco è tornato sul suo progetto, ribadendo che entro ottobre sarà pronto il masterplan.

“Si possono costruire case vivibili, si può buttare giù quell’obbrobrio e dobbiamo farlo”, spiega Alemanno. “Entro i primi giorni di ottobre presenteremo il masterplan per Tor Bella Monaca”. Sollecitato su Corviale e sul Laurentino 38 il sindaco non ha mancato di dire la sua: “Di Corviale se ne sta occupando la Regione, anche perché si tratta di case Ater di competenza regionale. Faremo un progetto con il presidente del XII Municipio, anche per Laurentino 38, in modo che per tutte le grandi ‘cisti urbane’ ci sia un intervento. Il progetto di demolizione e ricostruzione totale riguarda Tor bella Monaca”.

A fargli da sponda ci ha pensato Renata Polverini che ha definito Corviale “una delle più grandi violenze della nostra città. Fa paura. Ora ci andremo e renderemo abitabile il famigerato quarto piano”.

La Polverini ha poi spiegato che “stiamo lavorando anche su sei progetti per utilizzare i Fondi comunitari per riqualificare le periferie, parte dei quali potranno andare anche a beneficio di quelle romane”.

RomaToday, 13 settembre 2010

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La pellicola ”Et in terra pax”, diretta Botrugno e Coluccini, gareggia nella categoria ”Giornate degli Autori”

Due mesi di prove metodiche, diciassette giorni di riprese intense, attori e troupe sotto i trent’anni, un budget di appena trenta mila euro. Numeri che non possono far capire cosa si trova davanti agli occhi lo spettatore di “Et in terra pax” (il cinema va visto, non solo raccontato), ma che danno un’idea dell’impegno e della voglia che i registi, il cast e le maestranze avevano di portare a termine il progetto. La pellicola, diretta da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, amici dalle elementari e appassionati di cinema orientale, è ora in concorso alla 67esima mostra internazionale d’arte cinematografica, nella sezione “Giornate degli Autori – Venice Days“.

«Non avremmo mai pensato di venire selezionati per le “Giornate degli Autori” al Festival di Venezia 2010. Per anni abbiamo frequentato le sezioni parallele e amavamo vedere quei film fuori dal coro. Ora ci siamo noi e ci piace che il nostro sia un film fuori da certi canoni». Matteo Botrugno è emozionato e fiero del risultato raggiunto fin’ora. Assieme al compagno di classe, università e lavoro Daniele Coluccini dopo la realizzazione di tre cortometraggi, decide di fare il grande salto e di sceneggiare un lungometraggio. Il film si intitola “Et in terra pax” «ci siamo ispirati – precisa Botrugno – al secondo movimento di un “Gloria” di Vivaldi, l’RV 588 che ascoltavamo durante la scrittura», girato in 17 giorni e interpretato da attori promettenti, alcuni usciti dal Centro Sperimentale di Cinematografia, è ora in concorso a Venezia nella sezione alternativa.

Le storie di “Et in terra pax”

Lungo il perimetro di Corviale si intrecciano tre storie. Marco (Maurizio Tesei) che, dopo cinque anni esce dal carcere, ma non ha più un’identità e la solare Sonia (Ughetta D’Onorascenzo) studentessa universitaria, che per mantenersi lavora in una bisca. E i tre amici Faustino, Massimo (Germano Gentile) e Federico (Fabio Gomiero), legati da un’amicizia «basata sull’egoismo e sull’egoismo», come sottolinea il convincente Michele Botrugno nel ruolo di Faustino.

Corviale come simbolo delle periferie del mondo
Un film “romano”, interamente girato nella periferia edificata lungo via Portuense, ma che nell’intento dei registi e sceneggiatori (a cui si aggiunge Andrea Esposito) assurge a simbolo della solitudine. Se per Coluccini le immagini della pellicola possono riferirsi «ad una periferia qualsiasi, di Roma come di Milano o Parigi», trasformando Corviale in un topos, per Botrugno «il palazzo ‘serpentone’ come viene chiamato a Roma, lungo un chilometro e costruito su una collina, ci sembrava adatto come sfondo alle storie di solitudini dei nostri personaggi, creando una perfetta corrispondenza tra luogo e personaggi».

Ami, 27 agosto 2010
di Valentina Venturi