La diaspora di genitori e bambini per giocare al rugby

pubblicato da Filippo

// 28 settembre, 2011 // Senza categoria



… a campionati partiti o in via di partenza. A chiedere che la palla ovale continui a volare nella zona sud di Roma è una nuova-vecchia società, è la Nuova Rugby Roma, erede di quella scomparsa dal massimo proscenio rugbistico. Grazie ad un gruppo di genitori, è ripartita quest’estate da zero, iscrivendosi alla Fir, la Federazione italiana rubgy , con i suoi bambini e ragazzi alle categorie che vanno dagli Under 6 all’Under 20 e alla serie C.

Cochi, come ha fatto in questi giorni in una e-mail inviata a un genitore, ha scritto che lui sta sollecitando il Coni ad assegnare i campi, ma a Roma tutti i rugbisti dicono che è lui che deve decidere, perché ormai il Coni tra un anno lascerà gli impianti al proprietario ossia il Comune. Intanto i campionati sono già cominciati, come quello degli Under 20, che ha vinto i barrage ed è approdata al campionato di élite. La serie C comincerà il 9 ottobre, l’Under 16, lo scorso anno arrivata terza alle finali nazionali è stata ammessa direttamente al girone centrosud dell’élite nazionale, con l’esordio, il 18 ottobre, alle porte, così come l’Under 14, anche lei nell’élite, costrette a dividersi, per allenarsi, un campo di calciotto. Sono tutte squadre che ora si allenano o giocano, ed è il caso di ricordarlo a Cochi, su altri campi, a pagamento. Dagli Under 6 agli Under 20, per una spesa di 5.600 euro al mese, e con i genitori costretti a correre da Corviale a Ponte Marconi per portare i figli agli allenamenti tre volte a settimana, con tempi ritagliati tra impegni familiari e lavorativi. Oppure le ragazze della Red and Blu, l’unica squadra romana di serie A, con quattro nazionali e anche madri giocatrici, che debbono andare ad allenarsi, ad ora tarda, a Colleferro. Poi ci sono due squadre di rugbisti old, che fanno riferimento alla Nuova Rugby Roma, anche loro in attesa della riapertura del Tre Fontane.
Se questo è il diritto allo sport per tutti Cochi lo dica e se sta sollecitando il Coni, come dice, si dia da fare e subito. Aveva promesso che a settembre si sarebbe rimesso al lavoro per far riaprire i campi del Tre Fontane ma ormai siamo ad ottobre e questo non è avvenuto. Le voci metropolitane raccontano che in attesa del bando comunale voglia lasciare la palla della decisione al Coni, precisamente al Coni Servizi, che sarebbe propenso invece a far gestire i campi alla Nuova Rugby Roma, così come la Fir. Allora i giochi veri, in vista del bando, si stanno facendo adesso, nonostante Cochi parli, sempre in risposta via e-mail ad un genitore, di aver scongiurato che al Tre Fontane torni il calcio?
Intanto i campi, gli spogliatoi, che sono ancora quelli dove la Roma si allenava prima dell’era Trigoria, gli impianti elettrici e idrici sono in condizioni pietose. Signor delegato allo sport ci vuole tanto tempo ancora per riportare il sogno del rugby all’Eur, ora che è scongiurato il pericolo della Formula 1? Perché le voci metropolitane, ma vogliamo credere che non può essere così, spaventano di assegnazioni a chi vuol mischiare rugby che non è solo rugby. Invece la Nuova Rugby Roma ha già oltre 200  tesserati alla Fir e altri sono in arrivo se soltanto il Tre Fontane le fosse quest’anno assegnato. Perché sono ancora tanti i bambini, i ragazzi e i loro genitori che sognano di iscriversi a questa società e di tornare a giocare a rugby al Tre Fontane.

da AffariItaliani.it, 28/09/2011
di Raffaele Bologna

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