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Corviale, quel serpentone di cemento da buttare giù o da riqualificare

// luglio 1st, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

Continua il dibattito sul palazzone costruito 38 anni fa che ospita 6500 persone. Buontempo: abbattiamolo. L’assessore Croppi: non è più degradato

ROMA – Riqualificare o buttare giù il «Serpentone»? A 38 anni dalla sua costruzione, continua l’acceso dibattito sul palazzo di Corviale abitato oggi da 6.500 persone. L’ultimo scontro (a distanza) è tutto interno al centrodestra: con l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, che difende l’opera dell’architetto Fiorentino e promuove iniziative artistiche per “qualificare” l’area e Teodoro Buontempo che subito dopo la nomina all’assessorato regionale alle Politiche per la Casa aveva annunciato di voler buttare giù il palazzo  e che ora ribadisce: «Bisogna abbattere presto quell’ecomostro che mangia risorse pubbliche».

Continua sul Corriere della Sera

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Corviale, quel serpentone di cemento da buttare giù o da riqualificare

// luglio 1st, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

Repubblica — 23 marzo 2006 pagina 2 sezione: ROMA

Vivremo in una città fatta per due terzi di verde, con 23 metri quadrati a testa di parchi e giardini. Abiteremo una capitale con 610 chilometri di binari per tre passanti ferroviari e quattro linee metropolitane fino oltre il raccordo, con 310 stazioni che metà dei romani raggiungerà a piedi da casa. Lavoreremo in una metropoli in cui 500.000 persone troveranno un’ occupazione indotta dalla rivoluzione urbanistica del nuovo piano regolatore, che attiva 40 miliardi di investimenti (stime Ecosfera). A volte fare i conti aiuta a capire. A comprendere com’ è che alla fine di una maratona istituzionale la città delle associazioni e delle categorie, degli industriali e degli ambientalisti, della politica e della cultura si sono trovate con un calice in mano a brindare. è «la più grande manovra urbanistica dalla storia di Roma Capitale», dice il sindaco Walter Veltroni ringraziando maggioranza e opposizione per «la concertazione e il clima istituzionale, un capitolo importante del modello Roma». Una manovra che coniuga «speranza, desiderio e sogno» in un piano che «ha accolto il 25% di 7.000 osservazioni “controdedotte”», cioè discusso fino alla noia e al particolare; che integra il «documento sulla partecipazione approvato il 2 marzo» vincolando alla consultazione continua dei cittadini nelle “case dei municipi” e nella “casa della città”; un piano che fa sue «la delibera sull’ edilizia residenziale pubblica per 22mila stanze» approvata ieri all’ alba, e altri provvedimenti per un totale «di 68mila stanze, pari a 22mila appartamenti che costituiscono il 23% del totale residenziale». Ancora, un Prg che ridisegna la ferita di Corviale destinandole «servizi per integrare e migliorare la vita dei suoi abitanti» e risparmiandole il piccone evocato da An; che risana il Laurentino 38 con «il recupero qualitativo e con la demolizione dei due ponti». Dalle “mani sulla città” del passato che brucia, dove i costruttori stiparono alveari oggi a rischio anche sotto il profilo statico, si passa alle scelte selettive di diradamento, con demolizioni e ricostruzioni: è accaduto in via Giustiniano Imperatore e potrà accadere a Marconi, al Tiburtino o al Tuscolano. Dall’ urbanistica che insegue i quartieri abusivi si arriva alla progettazione di 18 centralità metropolitane dotate di tutto, servizi culturali e amministrativi, sportivi e tecnologici. Lì si sono distese cubature più intense, 4,1 milioni di metri cubi alla fine di una cura dimagrante chiesta dai quartieri stessi, perché il cemento pioverà per arricchire, moltiplicando il gioiello che l’ era fascista realizzò all’ Eur, l’ unica centralità metropolitana che già esiste. Così l’ Eur di domani si fa in diciotto, da Acilia a La Storta, da Torre Spaccata a Ponte Mammolo. Intanto, il centro antico si allarga a “città storica” e passa da mille a 7.000 ettari, tutelando 25.000 punti di interesse. Nelle periferie nasceranno dai cittadini i piani particolareggiati per ridisegnare gli 80 “toponimi”, i quartieri abusivi degli anni Ottanta, mentre pubblico e privato collaboreranno finanziariamente nei “programmi integrati” per Torre Maura e Giardinetti, Ottavia o Torre Angela. Intanto, via libera alla grande architettura: dopo i gioielli di Meyer e Piano arrivano quelli di Fuksas, Hadid, Koolhaas… – PAOLO G. BRERA

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Corviale, quel serpentone di cemento da buttare giù o da riqualificare

// luglio 1st, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

(ASCA) – Roma, 10 giu – Il primo ”Centro della Legalita”’ e il ”Calciosociale”. Sono queste le due ricette che mette in campo una realta’ come Libera ed una istituzione come la Provincia di Roma nella difficile realta’ di Corviale, il quartiere che combacia con il cosiddetto ”Serpentone”, il palazzone lungo un chilometro dove vivono centinaia di famiglie, alla periferia di Roma.

Proprio domani presso il ”Campo dei Miracoli Centro Valentina Venanzi” a Corviale, la S.s.d. Calciosociale inaugurera’ il Centro della Legalita’ con la presenza di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Valerio Savio, giudice per le indagini preliminari del tribunale penale di Roma.

Una iniziativa, spiegano gli organizzatori, pensata ”nell’ottica di una valorizzazione delle molteplici risorse umane e sociali di un quartiere problematico, ma ricco di potenzialita’ come quello di Corviale. Qui si vuole creare un polo aggregativo per la diffusione di una cultura della legalita’ applicata al vissuto quotidiano attraverso la proposta di progetti e laboratori territoriali di carattere educativo, sportivo, artistico, artigianale e spirituale che abbiano in comune l’attenzione alla persona, l’accoglienza dell’altro e il rispetto delle diversita”’.

Per quanto riguarda, invece, il Calciosociale si tratta una nuova tipologia di calcio, aperta a tutti e basata su regole volutamente reinterpretate e fuori dalla logica comune, ma dallo straordinario impatto sociale. Il regolamento e’ quello del calcio a 8, con l’aggiunta di alcune regole speciali, come quella che impedisce a un giocatore di segnare piu’ di tre gol a partita e che induce quindi i piu’ individualisti a mettersi al servizio della squadra.

gc/sam/rob