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Buontempo: qualità e pugno di ferro contro i furbi

// marzo 18th, 2011 // No Comments » // articoli di giornale

Si è insediato ieri il nuovo commissario dell’Ater Roma, Bruno Prestagiovanni

Alla conferenza stampa era presente l’assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo che ha annunciato che il mese prossimo verrà presentato il progetto di riqualificazione di Corviale. «Nel progetto – ha spiegato – saranno indicati tempi, costi e spese. Speriamo di poter concretizzare quel sogno, sempre tenendo davanti a noi in primis il rispetto di chi ci abita». Buontempo ha poi annunciato: «Prenderemo contatto con le grandi aziende come Acea o Enel. Credo che i tetti delle case dell’Ater siano una grandissima risorsa che vogliamo utilizzare per il fotovoltaico, avendo in cambio le ristrutturazioni». Sugli sfratti Buontempo ha detto: «Sono una vergogna se coinvolgono chi è sotto il reddito minimo di 18 mila euro l’anno. Chi sta sopra va sfrattato, i furbi devono andarsene». Buontempo ha ricordato che a Roma ci sono circa 50 mila appartamenti Ater, spesso senza manutenzione per problemi economici. «Quando vedo alcune case dell’Ater io mi vergogno. La priorità deve essere la qualità. Con 1.200-1.400 al metro quadro si possono costruire belle case con tutti gli strumenti per il risparmio energetico». «Voglio rilanciare l’attività dell’ente per la sua crescita futura. Le mie priorità sono la valorizzazione e la messa a reddito del patrimonio per partire poi con un piano vero di costruzione», ha detto Prestagiovanni che dovrà affrontare il problema del debito di 600 milioni nei confronti del Campidoglio. Prestagiovanni vuole rilanciare i servizi per i cittadini a partire dalla manuntenzione.

Il Tempo, 15/03/2011

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Buontempo: qualità e pugno di ferro contro i furbi

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Repubblica — 16 marzo 2008 pagina 2 sezione: ROMA

Hanno puntato su Corviale, ma il quartiere simbolo della periferia da rilanciare ha risposto freddamente: non c’ è stato l’ atteso bagno di folla ad accogliere i leader del Pdl nazionale e locale – Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, il candidato sindaco Gianni Alemanno e il candidato presidente della Provincia Alfredo Antoniozzi – che ieri mattina nella piazzetta sopraffatta dal colosso di cemento hanno firmato un “Patto per Roma” in sedici punti aprendo la campagna elettorale romana. «è un contratto che ci impegniamo a rispettare», assicura Berlusconi che, davanti alle telecamere, mette anche mano al portafogli e regala soldi a una signora bisognosa. «Non li perda», si raccomanda. Ed ecco i punti del Patto: l’ istituzione del distretto di Roma Capitale, la modifica dello statuto cittadino con l’ obbligo di risarcimento per disservizi e cartelle pazze; 25mila alloggi per famiglie con redditi medio-bassi; via all’ Ici prima casa e taglio allo 0,25% dell’ addizionale Irpef; 1,5 miliardi per la periferia, con anche demolizioni e ricostruzioni; il secondo anello del Gra, la chiusura dell’ anello ferroviario e nuove metro, nuovi parcheggi; l’ espulsione dei 20mila nomadi e immigrati che hanno violato la legge; la chiusura dei campi rom abusivi; la riforma dei vigili con nuovi reparti anti-commercio abusivo e mendicità minorile; bonus per i nuovi nati e libri di testo gratuiti per i poveri; nuovi asili per 10mila posti; un nuovo Policlinico Umberto I; un Piano rifiuti per chiudere la discarica di Malagrotta; un piano straordinario anti-povertà e per l’ assistenza agli anziani; un fondo per i giovani precari; la lotta all’ inquinamento. Un Patto firmato di fronte a un migliaio di persone – secondo la valutazione di Alemanno e della questura – ma sottoscritto davanti a una delle grandi ferite dell’ edilizia romana: «Siamo venuti qui già nel ’94 quando il quartiere voltò le spalle alla sinistra, e il nostro successo lo misureremo nelle periferie», dice Alemanno. Sul palco firmano anche Fernando Aiuti, capolista per Roma, Daniela Gallo, ausiliaria “esternalizzata” del S. Andrea; l’ ex ministro disabile Antonio Guidi, capolista della civica, e Germana Lizzani, «che da 33 anni vive senza contratto in una stanza qui a Corviale»; Roberta Moriccioli, figlia del ciclista ucciso; Natasha Bernacchini, precaria ministeriale e Suad Sbai, presidente delle marocchine in Italia. Intanto Perla Pavoncello – la precaria invitata da Berlusconi a sposare un milionario ed esponente della comunità ebraica poi candidata nel Pdl romano (47° in lista) – ieri ha cambiato idea «per motivi privati», chiedendo di essere cancellata. «Speriamo ci ripensi», dice Alemanno. E il portavoce della Comunità Riccardo Pacifici: «Sulle scelte di Perla Pavoncello non abbiamo avuto alcun ruolo». – PAOLO G. BRERA

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