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Re-inventare Corviale

// giugno 11th, 2010 // No Comments » // storie di corviale

Quasi quaranta: il Serpentone è maggiorenne da un pezzo e si può dire che ha maturato un’ identità determinata e un amalgama ben delineato, una coesione ben precisa che si è guadagnato sul campo. Ora che si è sviluppata una seconda generazione di “corvialini”, si può pensare di re-immaginare Corviale. Re-immaginare Corviale significa reinventare una nuova periferia, usando fantasia e creatività. Ci sono sempre tanti problemi, come l’annosa questione degli ascensori malfunzionanti, oppure la cattiva pulizia delle scale, problemi cui provvedono direttamente gli abitanti da anni, ma chi abita qui non si vergogna più e ha invece acquisito un certo orgoglio d’identità.

Corviali saluti a tutti!

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Re-inventare Corviale

// giugno 11th, 2010 // No Comments » // storie di corviale

Repubblica — 07 ottobre 2004 pagina 1 sezione: ROMA

Il Serpentone di Corviale va in tv. L’ appuntamento, sulle frequenze di Roma Uno per quindici minuti a settimana, partirà da metà ottobre. E questa volta la periferia ovest di Roma, utopia molto sofferta e poi fallita di edilizia popolare progettata negli anni ‘ 70, andrà sotto i riflettori non per un disservizio o una notizia di cronaca nera ma solo per farsi conoscere meglio da tutti i romani. Un anno fa, con la rivalutazione della zona promossa dal Comune in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti e con l’ Osservatorio nomade degli artisti (del gruppo Stalker) era nata TeleCorviale, esperimento di televisione condominiale a circuito chiuso organizzata con la partecipazione attiva degli abitanti. Oggi l’ immagine di Corviale, con le sue storie, i suoi ascensori che funzionano male e di rado e suoi settemila abitanti, esce dal “condominio – città” e raggiunge l’ emittente Roma Uno con una rubrica di “Pillole dal quartiere” estratte dalla neonata televisione locale. Il primo speciale che introdurrà le trasmissioni settimanali andrà in onda sabato 16 ottobre. E poi, ogni settimana (il giovedì sera alle 20.30) quindici minuti di celebrità. Anche per “il nuovo” Corviale.
(geraldine schwarz)

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Re-inventare Corviale

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Repubblica — 09 giugno 2000 pagina 3 sezione: ROMA

OCCUPATI quattro ascensori a Corviale. La protesta è cominciata mercoledì pomeriggio nel quartiere ed è continuata per tutta la giornata di ieri. Sono stati i parlamentari Paolo Cento dei Verdi e Giorgio Mele dei Ds, assieme ad un centinaio di abitanti della zona, ad occupare i quattro ascensori non funzionanti. “Gli ascensori – hanno detto i parlamentari insieme ai rappresentanti del comitato di quartiere – sono simbolo del degrado in cui versa il patrimonio immobiliare dell’ Istituto Case Popolari della zona”. Proprio per questo motivo i residenti hanno istituito un presidio permanente. Hanno allestito una tenda in largo Tabacchi, una tenda della protesta che, come hanno spiegato ieri mattina “andrà avanti ad oltranza”. “Dopo mesi di reclami e petizioni – ha affermato ieri pomeriggio Paolo Cento – la situazione è insostenibile. A Corviale infatti, almeno duecento famiglie, con componenti dei nuclei portatori di handicap, sono di fatto sequestrate nelle proprie abitazioni”. I parlamentari chiedono che lo Iacp intervenga subito con la risistemazione del patrimonio immobiliare del “serpentone” e la messa in sicurezza immediata dell’ intero cantiere. “Questa iniziativa – ha aggiunto Giorgio Mele – è un segnale per unire le forze del centro sinistra sui grandi malesseri di questa città. Da questo presidio politico, che continuerà in modo permanente qui a Corviale anche di notte, lancio un appello a tutte le forze politiche della città a partecipare all’ iniziativa”. “Siamo stufi, non possiamo più sopportare questa situazione perchè lo Iacp ci tiene in queste condizioni da troppo tempo – ha spiegato Giuseppe Diaferia, del comitato di quartiere di Nuovo Corviale – non esistono norme che garantiscano l’ incolumità dei cittadini, ci sono fili elettrici scoperti perfino a portata dei nostri bambini. La situazione ormai è diventata pericolosissima. Noi li affitti li paghiamo, ma tutti alla fine abbiamo diritti e doveri e bisogna rispettarli”.