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Da Corviale a Fidene per le periferie ecco duemila milioni

// luglio 2nd, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

Interessate anche la Magliana, Primavalle e San Basilio

Votati gli articoli 11: le opere entro 18 mesi

Sono vere entrambe le cose, «il mal di pancia» venuto ad alcuni consiglieri comunali nel votare « la più grande riqualificazione delle periferie mai concepita a Roma, dal dopoguerra a oggi » . Gli undici articoli 11 quelli che Francesco Smedile, Margherita, definì « il giubileo delle periferie » sono stati votati: « Tra diciotto mesi assicura l’ assessore competente, Roberto Morassut partiranno le prime realizzazioni » . A proposito di tempo: « Questi progetti sono rimasti cinque anni fermi in Regione, con una Giunta amica avremmo dimezzato i tempi » . Per dare un’ idea: quattro milioni di metri cubi, 450 interventi, dei quali 116 di denaro privato, spesa complessiva di 1700 milioni di euro. Undici progetti complessivi, strade e piazze destinate a cambiare, scuole, campi sportivi e parchi a nascere. « Una grande vittoria dell’ ubanistica moderna » , sintetizza Morassut. E allora, il mal di pancia? « In questi cinque anni, da quando gli articoli 11 sono nati ( sindaco Rutelli, ndr) sono cambiate molte cose, dai territori alle persone che li abitano » . per sintetizzare: inutile costruire un centro commerciale in una periferia che ne ha già uno. E le discussioni ( su Fidene, Primavalle, San Basilio), in Campidoglio non sono mancate. Poi, però, nonostante il « mal di pancia » abbastanza diffuso, il voto è arrivato. E dunque gli articoli 11 di Corviale, San Basilio, Primavalle Torrevecchia, Magliana e Fidene Valmelaina sono stati votati ieri. Altri 3, sono stati votati qualche giorno fa. E perché quest’ accelerazione, dopo cinque anni d’ attesa? Semplice: devono essere approvati entro fine aprile, oppure l’ iter riparte. « E la Regione ce li ha dati un mese fa » . E allora, mal di pancia o no, ecco le approvazioni. Anche per quelli di Fidene e San Basilio, che hanno fat to discutere un bel po’ i consiglieri comunali: « Oggi ha detto nel suo intervento il capogruppo dei Cristiano democratici per Roma, l’ ex Udc Marco Di Stefano voterò soltanto per un grande senso di responsabilità verso la città a favore degli articoli 11. È imbarazzante però ha aggiunto che un consigliere che cinque anni fa ha votato contro una delibera si ritrovi adesso a doverla approvare modificata dalla Regione che non ha le competenze per farlo » . Applaudiva forte anche la consigliera di Rifondazione comunista, Adriana Pera. « Su Fidene, in fase attuativa faremo tutte le modifiche necessarie » , dice Morassut. Ma per altri quartieri, la situazione sembra ancora più complicata: su Colle della Strega ( XII Municipio) che sarà votato nelle prossime ore, l’ accordo anche per le proteste dei cittadini rischia di saltare. Il capogruppo di An in Campidoglio, Sergio Marchi, spiega diversamente il ritardo accumulato: « Colpa dell’ amministrazione capitolina che troppo spesso ha stravolto il progetto originario degli articoli 11, da strumenti di recupero per le periferie a semplici mezzi per realizzare nuove speculazioni edilizie in zone spesso ingolfate e senza servizi. Ringraziamo la Regione Lazio aggiunge Marchi che nei mesi scorsi, in sede di conferenza dei servizi, ha parzialmente corretto questi piani rendendoli oggi votabili. An, votando a favore degli articoli 11, ha dato il suo contributo per non buttare a mare il lavoro di dieci anni ma conclude si mantiene fortemente critica su tutto l’ impianto urbanistico varato dal Comune di Roma dal piano regolatore in poi» . In ogni caso, come dice Morassut, «questa degli articoli 11 sembrava essere diventata una favola metropolitana. Invece, adesso, è realtà» .
Capponi Alessandro
(28 aprile 2005) – Corriere della Sera

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Repubblica — 25 maggio 2004 pagina 2 sezione: ROMA

Si chiamerà «55 Avenue», si estenderà su 15.500 metri quadrati articolati in sei piani, tre destinati a commercio, compreso l’ ipermercato Conad-Le Clerc di 5.400 metri quadrati, e tre al parcheggio gratuito sotterraneo con 1000 posti macchina. Il tutto, in acciaio e pannelli di vetro satinati. E’ il nuovo centro commerciale che aprirà nel maggio del 2005 al quartiere Corviale-Casetta Mattei, progettato dalla società francese Altarea (gruppo francese specializzato nel mercato dei centri commerciali in un’ ottica di recupero dei centri urbani, come il Bercy Village di Parigi, esempio di restauro conservativo di un sito storico con l’ inserimento di negozi e attività ludiche) e realizzato in partnership con Di Veroli. Il progetto è stato illustrato nella sede parigina di Altarea dal presidente Alain Taravella e dall’ amministratore delegato Ludovic Castillo. «Il centro commerciale è firmato dall’ architetto Valode et Pistre – ha spiegato Taravella – uno dei dieci architetti più importanti della Francia. L’ intervento si va ad inserire in un punto di grande accessibilità, con un bacino d’ utenza di 300mila abitanti, dove però non esiste un’ offerta concreta di servizi. Per la nuova piazza commerciale verrà strutturata anche la nuova strada di collegamento con la via Ostiense».

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Repubblica — 16 marzo 2007 pagina 3 sezione: ROMA

Corviale, Tormarancia, Quarticciolo, Primavalle: sono le borgate romane che usufruiranno dei circa 30 milioni di euro per interventi di recupero e riqualificazione urbana previsti dal protocollo di intesa firmato ieri dal ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro e dal presidente della Regione Pietro Marrazzo. Sono progetti di risistemazione urbanistica “diffusa” – nuove aree verdi, rifacimenti stradali e fognari, ripristini di edifici degradati – tra i quali però spicca il progetto di realizzare all’ interno di Corviale anche una sede distaccata della Facoltà di Architettura della Sapienza. Il documento contiene 16 “contratti di quartiere” per interventi in zone degradate. Oltre ai quartieri romani, nel pacchetto laziale, con uno o più interventi, Alatri Monterotondo, Frosinone, Bagni di Tivoli, Latina, San’ Oreste, Albano Laziale, Civita Castellana e Rieti. L’ importo complessivo del cofinanziamento Ministero-Regione è di 135 milioni di euro, di cui il 65% a carico del Ministero e il 35% a carico della Regione. I comuni hanno 150 giorni per predisporre la progettazione esecutiva delle opere pubbliche e il programma esecutivo della sperimentazioni. Si comincerà a costruire entro 12 mesi dalla firma del protocollo. L’ accordo, ha detto il presidente Marrazzo, «è la testimonianza che quando la filiera istituzionale ha una profonda sinergia i cittadini possono poi vedere i risultati concreti. Oggi questo è accaduto». Per quanto riguarda gli interventi a Roma, nel quartiere Primavalle-Torrevecchia saranno tra l’ altro demoliti e ricostruiti edifici di proprietà dell’ Ater. A Corviale sono previste anche ristrutturazioni di locali non residenziali e interventi di arredo nel verde pubblico. A Tormarancia, oltre ad altri interventi dei complessi edilizi di proprietà dell’ Ater, sarà realizzato un asilo nido e una scuola di infanzia. Anche al Quarticciolo edifici dell’ Ater saranno risanati. Il presidente della Commissione Lavori Pubblici della Regione, Giovanni Carapella, spiega che gli interventi non finiranno qui: «Verranno costruiti 150 nuovi alloggi in parte da destinare alle Forze dell’ ordine, ai quali si sommano altri interventi più modesti. E oltre 2000 alloggi saranno inoltre oggetto di ristrutturazione. I nuovi Contratti di Quartiere si caratterizzano come un intervento equilibrato che coinvolge in eguale misura Roma e il territorio regionale; sono una metodologia innovativa per l’ urbanistica del Lazio, un mix ideale tra interventi di manutenzione edilizia sul patrimonio residenziale pubblico (case comunali e case dell’ Ater) e riqualificazione degli spazi urbani finalizzata al miglioramento della vivibilità e dell’ immagine stessa dei quartieri».
– RENATA MAMBELLI

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Repubblica — 09 giugno 1999 pagina 3 sezione: ROMA

BLOCCANO la strada per potestare contro i ritardi dell’ Atac. Una folla inferocita da oltre novanta minuti in attesa del “98”, ha “sequestrato” quattro vetture arancioni, sopraggiunte tutte contemporaneamente. La manifestazione spontanea è avvenuta, ieri mattina, pochi minuti dopo le nove a via di Bravetta. Sotto accusa la linea che collega il Corviale a via Paola, una traversa di corso Vittorio. I quattro bus sono rimasti fermi per quasi un’ ora. Sul posto, oltre ai controllori dell’ Atac, sono intervenuti gli agenti del commissariato Monteverde. I vigili urbani, per l’ intasamento provocato su via di Bravetta, hanno dovuto disporre alcune deviazioni del traffico. Poi, gli agenti sono riusciti a calmare le persone e i bus sono, finalmente, partiti. I controllori nel frattempo avevano spiegato agli utenti che i ritardi erano stati causati dal guasto a catena dei quattro bus, rimasti fermi lungo il percorso. Sulla protesta degli utenti del “98” è intervenuto il deputato Verde Paolo Cento che ha sottolineato come troppo spesso gli abitanti delle periferie siano costretti a subire i disagi dovuti alla manzanza di serivizi di primaria importanza. “La protesta spontanea dei cittadini non deve essere sottovalutata dal presidente dell’ Atac” incalza il parlamentare ambientalista “deve costituire l’ occasione per potenziare i collegamenti tra questi quartieri e il resto della città”. “Gli abitanti di Corviale, Bravetta e Casetta Mattei” aggiunge Cento “sono stati infatti penalizzati dalla ristrutturazione dei collegamenti e per loro è spesso difficilissimo sia raggiungere il tram Casaletto-Largo Argentina, sia la sede circoscrizionale”. Il deputato ha anche sottolineato come l’ Atac stia, in effetti, migliorato il servizio: “I fatti di questa mattina, però, dimostrano che è necessaria un’ ulteriore verifica sulle linee che servono questi quartieri e un potenziamento della loro frequenza per evitare che situazioni di disagio si possano ripetere nei prossimi mesi”. Immediata la replica dell’ Atac. “Ai cittadini vanno le nostre doverose scuse. La loro è stata una protesta comprensibile” spiegano alla direzione di via Volturno “però ha aggravato ulteriormente i disagi per altre e più numerose persone che stavano aspettando anche loro alle altre fermate”. Sui guasti a catena, che, nel giro di poche ore, hanno messo ko i quattro bus della linea “98” è stata diposta un’ inchiesta. Le vetture sono state rimorchiate al deposito della Magliana e sottoposte alle verifiche tecniche. “Vogliamo essere sicuri di quello che è successo. Quattro guasti in un’ ora sono davvero troppi e a dir poco sospetti” precisano dall’ Atac “Da un punto di vista statistico, infatti, solo il venti per cento delle corse sopresse dipende da colpe interne l’ azienda, tra cui guasti, assenze improvvise di conducenti e altri disservizi. I motivi interni incidono mediamente con la perdita di una corsa su cinque”. Nel ‘ 97 il totale delle corse saltate ha raggiunto quota 101.873 mentre nel primo trimeste del ‘ 99 sono già 62.717: pari a cinquecentotrenta chilometri in meno. Secondo l’ Atac l’ ottanta per cento dei ritardi è dovuto a “cause esterne”: “Soprattutto ingorghi, cantieri e scioperi e, in misura minore, per i servizi messi a disposizione dei tifosi e dell’ autorità di pubblica sicurezza”. – di MARINO BISSO

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Repubblica — 23 novembre 2000 pagina 7 sezione: ROMA

Non è di competenza dell’Acea l’illuminazione dei caseggiati e delle strade del quartiere Corviale, per ottenere la quale gli abitanti ieri avevano protestato dopo settimane di black out. Lo comunica l’Azienda comunale di energia e acqua precisando che gli impianti di illuminazione sono di proprietà privata dell’Istituto autonomo case popolari, altro interlocutore contro il quale era rivolta la protesta per il mancato avvio dei riscaldamenti. L’Acea si dichiara pronta a siglare con l’Iacp una convenzione per la manutenzione degli impianti di illuminazione del complesso Corviale e avviare subito l’assistenza. L’azienda sottolinea, inoltre, l’attenzione che l’amministrazione comunale rivolge alle periferie della città e ricorda di aver concluso il piano di illuminazione di 235 strade per un totale di oltre 3800 nuovi punti luce mentre sta realizzando il ‘Piano 380 strade’ destinato ad aumentare la sicurezza dei quartieri più distanti dal centro storico.

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Parte 01 – dal minuto 03.40 al minuto 09.59

Parte 02 – dal minuto 00.00 al minuto 06.11

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Pagina 49
(9 maggio 1997) – Corriere della Sera

– è un paradosso? Corviale, uno dei quartieri piu’ degradati della Capitale progettato dall’architetto Mario Fiorentino tra il ’72 e il ’74 e realizzato tra il ’73 e l’81, deve ringraziare Tangentopoli. Ma poiche’ a caval donato non si guarda in bocca, gli abitanti di Corviale apprezzeranno l’inatteso regalo. L’Acea, che vanta un solido attivo di bilancio, ha infatti deciso di investire un miliardo e 600 milioni di lire, incassati di recente a titolo di indennizzo per danni subiti durante gli anni delle mazzette. Gli interventi di riqualificazione urbana sono quattro. “L’Acea negli anni passati, dal 1988 al ’92 . ha spiegato il presidente Fulvio Vento . e’ stata coinvolta in Tangentopoli. I procedimenti giudiziari che ne sono seguiti hanno riguardato imprenditori, esponenti politici e amministratori pubblici ai quali sono stati contestati reati quali la corruzione, la turbativa d’asta, la ricettazione ed il favoreggiamento. L’ azienda si e’ subito costituita parte civile nei confronti di tutti gli imputati. Dei numerosi rinviati a giudizio, 26 hanno patteggiato la pena e hanno corrisposto all’Acea l’indennizzo necessario per poter fruire del beneficio. Con questi soldi l’azienda comunale ha quindi deciso di fare una nuova illuminazione nel quartiere popolare di Corviale, realizzare una fontana in piazza della Giustiniana, costruire un impianto sportivo a Colli Aniene e di restaurare la Fontana Di Carlotta in piazza Ricoldo di Montecroce alla Garbatella. L’illuminazione che sara’ installata a Corviale tendera’ a migliorare sia gli aspetti legati alla sicurezza, aumentando i punti luce sulle strade, sia a valorizzare con luci colorate proiettate sulle entrate degli edifici e sugli spazi verdi, l’intero complesso. “Con questa iniziativa . spiega l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Esterino Montino . si chiude veramente un’epoca. Gli interventi decisi dall’Acea rappresentano una ventata di grande pulizia e la prova concreta che le amministrazioni oggi tornano ad occuparsi delle citta’”. Gli abitanti di Corviale sono 8.500, 1.600 in cooperative Gescal e 6.900 in abitazioni Iacp. Vi sono due scuole elementari e una media, un mercato, la Asl, teatro, cinema, una biblioteca. Oltre all’intervento dell’Acea, il Comune ha investito un altro miliardo per il recupero del verde. Undici miliardi sono arrivati dalla Regione per il completamento del centro servizi, per il rifacimento delle coperture e la coibentazione delle facciate. In piazza della Giustiniana, in XX circoscrizione, nel parcheggio antistante la stazione ferroviaria, sara’ realizzata una fontana artistica che oltre a rinnovare un’antica tradizione romana, con giochi d’acqua, luci e spazi sosta attrezzati, contribuira’ a trasformare una piazza oggi anonima in un’area confortevole per i cittadini. A Colli Aniene in prossimita’ degli impianti Acea, sorgera’ un impianto sportivo dedicato completamente al calcio. Per la Fontana Di Carlotta e’ prevista infine un’accurata opera di restauro.

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Repubblica — 10 marzo 2007 pagina 2 sezione: ROMA

Oltre quarantuno milioni di euro per 222 palazzi. Queste le cifre del “progetto tetti” approvato ieri dal consiglio d’amministrazione dell’ Ater con il finanziamento della Regione. Per chi ama i numeri, l’ investimento è di 41.242.409,06 euro per 7.371 alloggi dei quali verranno rifatti tetti e coperture. Gli interventi sono previsti nei seguenti quartieri: Primavalle, Serpentara, Tufello, Valmelaina, San Basilio, Tiburtino-Casal Bertone, Rebibbia, Parco Tiburtino, San Vittorio Romano, Tiburtino III, Tor Bella Monaca, Tor de’ Schiavi, Torre Gaia, La Rustica, Quarticciolo, Laurentino, Acilia, Tor de’ Cenci, Spinaceto, Ostia Lido, Ostia Nord, Garbatella, Corviale, Borgo del Trullo-Monte Cucco e San Saba. Nei giorni scorsi l’Ater era stata al centro di un’ inchiesta di Repubblica che aveva denunciato la compravendita di alloggi popolari e le locazioni in Prati ad affittuari con redditi da 100 mila euro. Ora l’ex Iacp cerca di cambiare passo con questa maxi operazione. «Si tratta di un’importante opera di manutenzione straordinaria che segnerà una svolta nella vita di molti dei nostri assegnatari – commenta il presidente dell’Ater, Luca Petrucci – . Grande parte delle segnalazioni che ci arrivano dagli utenti riguardano il problema delle infiltrazioni d’ acqua, che provocano forte disagio a chi vive nelle nostre case. Abbiamo deciso, con i finanziamenti stanziati dalla Regione, di affrontare il problema una volta per tutte, aggredendolo all’ origine, ovvero coperture e tetti. Avremmo potuto, con quei soldi, scegliere la strada di interventi a tampone ma abbiamo preferito, in nome del rigore e del risanamento aziendale, operare su larga scala affrontando il problema dei problemi. Successivamente, con i soldi recuperati dalle morosità richieste agli inquilini, ci occuperemo del sistema fognario del nostro patrimonio. L’ obiettivo finale è una manutenzione eccezionale che duri nel tempo». Nella stessa giornata, ancora il cda dell’Ater ha deciso la messa in vendita di 361 negozi nelle zone più periferiche della città. «I locali – fa sapere ancora l’Ater – saranno proposti in vendita agli attuali locatari e, in caso di rinuncia da parte di questi, saranno messi in vendita con procedura di evidenza pubblica. Le delibere saranno visionabili, già dai prossimi giorni, sul sito dell’azienda, www.aterroma.it». «L’ intervento annunciato dall’Ater – dice il presidente della commissione Casa del consiglio regionale, Giovanni Carapella – va nella direzione che il consiglio regionale aveva auspicato, stanziando i fondi necessari. Proprio per il suo valore strategico il patrimonio residenziale dell’ Ater va riportato sotto controllo per intero e va difeso dalle speculazioni che ci segnalano ogni giorno, come quelle messe in campo dalle agenzie immobiliari che ormai mettono in vendita patrimonio come se si trattasse di immobili privati». – GABRIELE ISMAN

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Repubblica — 31 agosto 2007 pagina 9 sezione: ROMA

In arrivo la carica dei 16mila “cuccioli”: saranno i bambini fino a 3 anni i primi a tornare a scuola lunedì tra i banchi-seggioloni dei loro asili nido. «Ben 8.129 i bambini che entreranno per la prima volta al nido, 1649 in più rispetto all’ anno scorso – ha spiegato il sindaco Walter Veltroni – Abbiamo raddoppiato il loro numero perché nel 2001 erano circa 8 mila. Ed entro la fine dell’ anno arriveremo a 18 mila posti». Per dicembre, infatti, il Comune aprirà 18 nuove strutture (tra l’ altro a Corviale, Cinecittà, Infernetto e Colli Portuensi) per 1120 bambini e altri 671 posti saranno garantiti dai nidi già esistenti che come ogni anno fanno iscrivere qualche bambino in più, considerando che alcuni, data la tenera età, non frequentano fino all’ ultimo giorno. E le domande non sono certamente mancate: 17590 quelle di quest’ anno, 1500 in più rispetto al 2006. Di qui anche le liste di attesa che contano, proprio come l’ anno scorso, 9 mila piccoli. Liste che andranno quindi a ridursi gradualmente grazie alle nuove aperture e alle rinunce. «I nuovi nidi apriranno nelle zone più popolose e in periferia – ha aggiunto il primo cittadino – I 18 mila posti a cui arriveremo equivalgono al 25 per cento dell’ offerta su tutti i bambini romani tra 0 e 3 anni. L’ obiettivo europeo previsto dalla Conferenza di Lisbona è del 33 per cento entro il 2010. Siamo nelle condizioni di poter centrare questo obiettivo. Vogliamo dare un sostegno concreto alle famiglie». Le rette restano invariate e «le più basse d’ Italia (una media di 146 euro al mese), con una rete di asili nido che è la più grande d’ Italia grazie alle sue 181 strutture», come sottolineato da Veltroni. «Entro il 2010 vogliamo aprire altri 43 nidi comunali – ha spiegato l’ assessore comunale alle Politiche scolastiche Maria Coscia – a cui si aggiungeranno altre strutture convenzionate. I servizi educativi devono essere una risposta ai diritti dei bambini e ai bisogni delle famiglie. Inoltre da settembre ci saranno nei nidi 281 educatrici assunte a tempo indeterminato, così come la scuola dell’ Infanzia avrà altri 281 insegnanti di ruolo». Inoltre, ad ottobre nasceranno a Roma, come nel resto d’ Italia, le classi primavera per i bambini di 2-3 anni che verranno accolti in sezione create apposta per loro nelle scuole comunali dell’ infanzia, materne statali e paritarie e nei nidi privati convenzionati. «Saranno 41 e si andranno ad aggiungere alle 32 sezioni ponte comunali già esistenti per 640 bambini – ha dichiarato Coscia – Infatti Roma ha fatto da pioniere per le classi primavera, creando il progetto Ponte nel 2002». – TEA MAISTO

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Repubblica — 01 settembre 1985 pagina 35 sezione: ECONOMIA

ROMA – L’ inchiesta di “Repubblica” sugli Iacp non piace molto agli amministratori di case popolari. Dopo il presidente dell’ Aniacap Ettore Raffuzzi a protestare è il vicepresidente dell’ istituto romano Alvaro Iacobelli. Quest’ ultimo da anni ai vertici di Lungotevere Tor di Nona precisa: 1) i presidenti ed i vicepresidente degli Iacp prendono tra le 650-850 mila lire il mese di stipendio; 2) il servizio di riscaldamento è stato affidato all’ Agip grazie a regolare gara d’ appalto e non è vero che gli inquilini paghino molto di più di quanto sborsano i privati; 3) le assegnazioni sono state sempre regolari e a norma di legge; 4) sugli adeguamenti dell’ equo canone infine l’ Iacp non li avrebbe chiesti nel 1984 ma nel 1985. La realtà purtroppo è ben altra e solo una buona dose di demagogia e pessima memoria bloccano i ricordi del signor Iacobelli. Confermiamo tutto e aggiungiamo una serie di particolari che renderanno il quadro più esauriente. Stipendio. Gli emolumenti sono regolati da leggi regionali e corrispondono al 70-80% (ma l’ Aniacap ha chiesto l’ adeguamento al 100%) delle retribuzioni dei consiglieri regionali. In quasi tutti gli Iacp tali somme superano il milione. A queste cifre vanno aggiunti i gettoni di presenza. Tre miliardi l’ anno (dati Aniacap) suddivisi tra membri dei Cda. Riscaldamento. I debiti dell’ Iacp romano con l’ Agip ammontano a molti miliardi (non meno di venti). Nel 1982, per il servizio relativo ad 80.000 alloggi l’ istituto fece una richiesta di gara d’ appalto su prezzi prestabiliti. Su 21 invitati una sola risposta, l’ Agip appunto. Il no delle altre aziende era motivato dal fatto che l’ Iacip “non paga”. Un intervento straordinario della regione Lazio assicurò nel 1983 il servizio all’ inquilinato, dietro una anticipazione straordinaria di vari miliardi. Costi e richieste. Per appartamenti medi della stessa grandezza ad esempio (via Caracciolo e Viale di Valle Aurelia al Trionfale), 500.000 lire all’ Iacp ed oltre 1.500.000 all’ ex Incis. Al primo 12 ore di riscaldamento al secondo 9 ed anche meno. I privati pagano mediamente 500 mila lire. Calcoli degli esperti (ed una affermazione dell’ ex presidente Ghimenti) confermano che applicando i prezzi unitari di base alle calorie effettivamente erogate le richieste all’ inquilinato dovrebbero calare del 50%. A partire dal 1977 l’ Iacp ha chiesto conguagli (in moltissimi casi anche di milioni) per periodi già caduti in prescrizione. Migliaia di inquilini hanno pagato. Altre migliaia no. Non risultano rimborsi e tanto meno che l’ istituto abbia perseguito legalmente quanti si erano opposti alle richieste. Dal 1976 infine l’ Iacp non ha mai presentato, alle organizzazioni degli inquilini, documentazioni relativa alle spese di riscaldamento. Sulla gestione di questo servizio infine risulta che presso il tribunale di Roma (1 e 3 sezione civile) sono stati presentati già migliaia di ricorsi e richieste di perizie giudiziarie. Assegnazioni. Limitiamoci a citare dati dell’ Iacp. Un quinto degli inquilini la casa non l’ ha sofferta se l’ è semplicemente presa. E basta. Nei registri dell’ istituto una voce: “occupazioni senza titolo”; diecimila prima della entrata in vigore della legge 513. Con successiva sanatoria dell’ Iacp, che ha portato gli abusivi in paradiso con buona pace di chi aveva vinto il concorso ed era entrato in graduatoria. Dalla fine degli anni settanta ci sono state altre 3-4000 occupazioni, diventate una media di 700-800 l’ anno a partire dal 1983. A fitti di favore risultano assegnati (sezioni circoli, sedi sindacali ecc.) a Roma, centinaia di immobili: 40 circa al Pci, tra i 30 e i 40 alla Dc, una trentina circa al Psi, quindici circa al Pri, molte sedi al Sunia. Siedono tutti nel consiglio di amministrazione. Fitto medio tra le 8-10.000 e le 25-30 mila lire il mese. Sulle assegnazioni infine da segnalare una iniziativa della magistratura: il sequestro di documenti Iacp ordinato dalle 2 sezione penale della Corte d’ appello (tra le altre cose anche un irregolare contratto tra Iacp ed Agip, appalti irregolari riguardanti i cantieri di Corviale, Vigne Nuove, Torre Maura, Laurentino 38 Immobiliare risorgimento ecc.). Equo canone. La richiesta dell’ Iacp agli inquilini, malgrado la legge che bloccava gli aumenti è stata inoltrata il 12-12-1984 (protocollo N. 9553, firmato dal presidente del Psdi Mastrorosato). A questo punto al vicepresidente Iacobelli, comunista, non possiamo che ricordare l’ invito a dimettersi presentato oltre che dalle organizzazioni degli inquilini anche dallo stesso responsabile del settore casa di Botteghe Oscure senatore Lucio Libertini. – di ENZO CIRILLO