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Non si demolisce con le casse vuote

// agosto 27th, 2010 // No Comments » // articoli di giornale

L'abbattimento dei ponti del Laurentino 38 Demolire e ricostruire. Da un anno è il leit-motiv della politica urbanistica di Comune e Regione. «Giusto davvero», dicono tutti, «ma, però. Certo che le periferie, quei palazzoni in condizioni pietose. Non si può vivere». Ma soprattutto non si può ricostruire se le casse di Regione e Comune sono vuote. È di due giorni fa la proposta del sindaco Alemanno di buttar giù le torri popolari di Tor Bella Monaca. Torniamo indietro di qualche mese e sentiamo ancora rimbombare le parole del neoassessore regionale alla Casa Buontempo: Corviale va abbattuto. Poi c’è il Villaggio olimpico, un altro centro residenziale da far fuori e il terzo «ponte» del Laurentino 38. Roma (periferia in primis) si sta preparando davvero a cambiare look, o, come ha sottolineato più volte il capogruppo Pd in Campidoglio Umberto Marroni, riferendosi all’annuncio di Alemanno, si tratta solo di una boutade estiva? «Si può fare tutto – dice Batelli, presidente dell’Acer (associazioni costruttori romani), ma per demolire e ricostruire è necessaria una nuova legge regionale che porti i premi di cubatura al 50%. Gli enti locali non hanno soldi».
L’autunno scorso Comune e Regione si sono riuniti più di una volta, con i costruttori, per trovare un accordo. Niente da fare. Si parlava di demolire e ricostruire. Ora ci proveranno, insieme ai colleghi capitolini, i nuovi assessori Ciocchetti e Buontempo. Ciocchetti ieri ha annunciato che «a ottobre bisognerà sedersi intorno a una tavolo con l’imprenditoria illuminata» perché «serve un quadro economico dettagliato, le finanze pubbliche non sono sufficienti». «Solo coinvolgendo i costruttori,prospettando loro agevolazioni e lavorando su cubature esistenti» sarà possibile trasformare le periferie. Ma è Batelli a ricordare che non può esserci nessun cambiamento se prima «non si accelerano i tempi delle procedure urbanistiche e delle gare pubbliche. Il Comune sta facendo il possibile ma bisogna far ripartire i piani delle case 167, le compensazioni, gli articoli 11, le lottizzazioni convenzionate». Il Campidoglio ha però un asso nella manica: il 20 settembre potrebbero essere ufficializzati i poteri speciali per Roma Capitale, una manna, in campo urbanistico. Il Comune potrà fare a meno della Regione su alcuni passaggi burocratici fondamentali. Demolire e ricostruire. Anche questo sarà più semplice, e chissà che l’audace Piano casa da 27mila alloggi possa decollare davvero.

Il Tempo, 26 agosto 2010
di Matteo Vincenzoni

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(ASCA) – Roma, 6 ago – Attivarsi per sbloccare i 20 milioni di euro nella disponibilita’ dell’Ater per riqualificare il complesso di Corviale, anziche’ pensare di abbatterlo. E’ quanto chiede il consigliere regionale del Lazio, Enzo Foschi (Pd), manifestando la sua obiezione alla proposta dell’assessore alle Politiche per la casa, Teodoro Buontempo, di abbattere il complesso sulla Portuense.

Proprio oggi un gruppo di cittadini si e’ riunito sotto il palazzo della Regione per protestare contro l’ipotesi di demolire il serpentone.

”Su Corviale – dichiara Foschi – l’assessore Buontempo non sta dalla parte dei cittadini. Questo mi pare evidente, anzi, con le sue proposte, umilia proprio il lavoro svolto da anni e con grande impegno e passione dagli abitanti di Corviale per completare il progetto inziale e dare un’anima al luogo in cui abitano”.

”Con la proposta di abbattere quelle case – prosegue il consigliere – sembra che l’assessore si sia iscritto a tutti gli effetti al Pdl cioe’ al partito del chiacchiericcio della politica fatta di parole. A meno che non voglia aprire spazi alla speculazione. Dove e in quali aree dovrebbero essere costruite le nuove case,e da chi? Credo sia il caso di lasciar stare le ciarle e iniziare a dare risposte concrete ai cittadini del complesso della Portuense”.

res/mcc/ss

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Gli abitanti chiedono alla Polverini e a Buontempo di riqualificare dell’edificio dove vivono 7000 persone

ROMA – Un gruppo di cittadini del Comitato inquilini di Corviale (Cic), un’associazione culturale che fa capo al coordinamento “Corviale Domani”, ha manifestato venerdì mattina davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio per dire no alla demolizione dell’edificio, ipotesi proposta dall’assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo. Gli inquilini, che hanno esposto poster e progetti, hanno invitato «l’assessore Buontempo e la presidente della Regione Lazio Renata Polverini a venire a conoscere personalmente la realtà di Corviale, per ricredersi rispetto alle improbabili ipotesi di distruzione del Serpentone».

7 MILA ABITANTI – «A Corviale – ha spiegato Angelo Scamponi del Cic – vivono tra le 6500 e le 7 mila persone, come una città di provincia. La realtà è che la nostra realtà non la conosce nessuno. Noi siamo favorevoli alla riqualificazione dell’edificio: ci sono già in atto dei progetti come quello di risanamento del IV e del V piano a scopo residenziale, e ci sono in attesa 115 famiglie che hanno diritto». Scamponi ha inoltre parlato di uno stanziamento da 17 milioni di euro, confermato sia dalla giunta Storace che da quella Marrazzo, «per la compartimentazione dell’edificio, cioè per la sua verticalizzazione: la creazione di più ingressi e condomini rispetto a oggi e che è decisiva per la riqualificazione del palazzo-quartiere». Gli inquilini del Serpentone, che sarebbero favorevoli anche al coinvolgimento dell’area nei progetti di Roma 2020, temono intenti speculativi rispetto al territorio della Tenuta dei Massimi, e hanno rinnovato l’invito all’assessore Buontempo a venire a visitare la struttura. «Se fosse stato concluso il progetto originale – ha concluso Scamponi – Corviale sarebbe un fiore all’occhiello. Invece è stato completato al 50%» (Fonte: Ansa, 6 agosto 2010).

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Continua il dibattito sul palazzone costruito 38 anni fa che ospita 6500 persone. Buontempo: abbattiamolo. L’assessore Croppi: non è più degradato

ROMA – Riqualificare o buttare giù il «Serpentone»? A 38 anni dalla sua costruzione, continua l’acceso dibattito sul palazzo di Corviale abitato oggi da 6.500 persone. L’ultimo scontro (a distanza) è tutto interno al centrodestra: con l’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, che difende l’opera dell’architetto Fiorentino e promuove iniziative artistiche per “qualificare” l’area e Teodoro Buontempo che subito dopo la nomina all’assessorato regionale alle Politiche per la Casa aveva annunciato di voler buttare giù il palazzo  e che ora ribadisce: «Bisogna abbattere presto quell’ecomostro che mangia risorse pubbliche».

Continua sul Corriere della Sera

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Ciao ciao!! Sono una ragazza che vive nel grande serpente, nata e cresciuta a Corviale. La cosa più urgente che serve sono nuovi investimenti nell’edilizia per rifare casa e modificare quelle che ci sono, nel senso che anche queste potrebbero essere migliori e tenute meglio… Bisogna investire molto e subito sulla manutenzione fisica dell’edificio. Corviali saluti!!

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Repubblica — 10 marzo 2007 pagina 2 sezione: ROMA

Oltre quarantuno milioni di euro per 222 palazzi. Queste le cifre del “progetto tetti” approvato ieri dal consiglio d’amministrazione dell’ Ater con il finanziamento della Regione. Per chi ama i numeri, l’ investimento è di 41.242.409,06 euro per 7.371 alloggi dei quali verranno rifatti tetti e coperture. Gli interventi sono previsti nei seguenti quartieri: Primavalle, Serpentara, Tufello, Valmelaina, San Basilio, Tiburtino-Casal Bertone, Rebibbia, Parco Tiburtino, San Vittorio Romano, Tiburtino III, Tor Bella Monaca, Tor de’ Schiavi, Torre Gaia, La Rustica, Quarticciolo, Laurentino, Acilia, Tor de’ Cenci, Spinaceto, Ostia Lido, Ostia Nord, Garbatella, Corviale, Borgo del Trullo-Monte Cucco e San Saba. Nei giorni scorsi l’Ater era stata al centro di un’ inchiesta di Repubblica che aveva denunciato la compravendita di alloggi popolari e le locazioni in Prati ad affittuari con redditi da 100 mila euro. Ora l’ex Iacp cerca di cambiare passo con questa maxi operazione. «Si tratta di un’importante opera di manutenzione straordinaria che segnerà una svolta nella vita di molti dei nostri assegnatari – commenta il presidente dell’Ater, Luca Petrucci – . Grande parte delle segnalazioni che ci arrivano dagli utenti riguardano il problema delle infiltrazioni d’ acqua, che provocano forte disagio a chi vive nelle nostre case. Abbiamo deciso, con i finanziamenti stanziati dalla Regione, di affrontare il problema una volta per tutte, aggredendolo all’ origine, ovvero coperture e tetti. Avremmo potuto, con quei soldi, scegliere la strada di interventi a tampone ma abbiamo preferito, in nome del rigore e del risanamento aziendale, operare su larga scala affrontando il problema dei problemi. Successivamente, con i soldi recuperati dalle morosità richieste agli inquilini, ci occuperemo del sistema fognario del nostro patrimonio. L’ obiettivo finale è una manutenzione eccezionale che duri nel tempo». Nella stessa giornata, ancora il cda dell’Ater ha deciso la messa in vendita di 361 negozi nelle zone più periferiche della città. «I locali – fa sapere ancora l’Ater – saranno proposti in vendita agli attuali locatari e, in caso di rinuncia da parte di questi, saranno messi in vendita con procedura di evidenza pubblica. Le delibere saranno visionabili, già dai prossimi giorni, sul sito dell’azienda, www.aterroma.it». «L’ intervento annunciato dall’Ater – dice il presidente della commissione Casa del consiglio regionale, Giovanni Carapella – va nella direzione che il consiglio regionale aveva auspicato, stanziando i fondi necessari. Proprio per il suo valore strategico il patrimonio residenziale dell’ Ater va riportato sotto controllo per intero e va difeso dalle speculazioni che ci segnalano ogni giorno, come quelle messe in campo dalle agenzie immobiliari che ormai mettono in vendita patrimonio come se si trattasse di immobili privati». – GABRIELE ISMAN

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