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«Abbattere Corviale», solo uno slogan

// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

Nel grattacielo orizzontale più lungo d’Europa, un chilometro di lunghezza per nove piani di altezza, vivono 8mila romani

ROMA – «Abbattere Corviale!» Slogan niente male, pronipote diretto di quel Futurismo che partì da un Manifesto esaltante («canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche…» eccetera). Ma, come qualsiasi gesto destinato a colpire facilmente l’immaginazione proponendo un mondo lontano dalla realtà, l’abbattimento di Corviale resta ciò che abbiamo detto: uno slogan. Nient’altro.

Con l’aggravante che quel grido e quel punto esclamativo, richiamati dall’assessore Teodoro Buontempo già al momento del suo insediamento alla Pisana, quindi sin dall’inizio della giunta Polverini, hanno (volutamente?) distolto l’attenzione, e probabilmente molti fondi, da ciò che è più lontano dalla semplificazione di uno slogan: un progetto di riqualificazione, un piano di ripensamento. Operazione che affonda le sue radici nella realtà.

Prospettiva che dunque richiede lavoro, attenzione, capacità di interrogarsi e di analizzare. Di saper finanziare il giusto. Molto faticoso. Altro che Futurismo minore. Perché Corviale non è un’astrazione ma la complessa concretezza della vita di ottomila romani che abitano nel grattacielo orizzontale più lungo d’Europa, un chilometro di lunghezza per nove piani di altezza.

Continua a leggere sul Corriere della Sera, 29/10/2012

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«Abbattere Corviale», solo uno slogan

// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

Passati in rassegna i problemi più rilevanti di un territorio popolato quanto il comune di Reggio Emilia

Riportiamo l’intervista gentilmente rilasciata da Gianni Paris, Presidente del XV municipio al suo ultimo mandato.
 
Il Municipio XV è popolato quanto il comune di Reggio Emilia. Quartieri come la Magliana, il Trullo o Corviale  nell’immaginario collettivo sono considerati quartieri  poco sicuri.  Si tratta di pregiudizi fondati o di leggende metropolitane?
 
Assolutamente la seconda. Anzitutto sono quartieri popolari densamente abitati. In questo senso Corviale rappresenta davvero un “unicum” a livello nazionale. Quartieri che non meritano l’immagine che il resto della città  e del paese ha di loro; pagano il prezzo di un pregiudizio dovuto a fatti che con essi non hanno mai avuto niente a che fare (si veda la banda della Magliana) ma ha che tuttavia hanno segnato un’etichetta. Si tratta di quartieri popolari che, invece, dimostrano una grande umanità, una grande capacità di autorganizzazione, di lotta sulle questioni civili e ciò che hanno ottenuto è frutto dell’impegno collettivo, dell’organizzazione delle proteste; quartieri che, anzi, nel tempo hanno acquisito gli anticorpi per le zone vicine della città in cui certi fenomeni sono diffusi. In questi anni, per ribaltare questa idea, io ho lavorato molto puntando su due aspetti fondamentali: lo spirito identitario e il senso di appartenenza. Perché più ci si sente orgogliosi del quartiere che si abita e più lo si rappresenta e si vive meglio.
Alla Magliana è stata realizzata una possente opera di riqualificazione. In primo luogo operando sull’elemento centrale, vale a dire con la realizzazione della piazza dove, per miracolo, tra tanti palazzoni era rimasto uno spazio vuoto; una piazza faticosa perché si è trattato di eliminare 300 posti auto in una zona dove non ci sono garage e che  presenta una densità importante con i suoi di 30 mila abitanti. Una  piazza, la piazza Fabrizio De Andrè, che è diventata luogo umano e di incontro (uno spazio di cui tutti i quartieri non centrali avrebbero bisogno) e che oggi è stracolma di persone che la vive in tutte le sue forme e consente lo svolgersi di numerose iniziative di  tipo sociale, culturale, sportivo e ricreativo. Il fatto di averla intitolata a Fabrizio De Andrè  ci ha consentito, dall’anno successivo, di organizzare il Premio dedicato al cantautore scomparso: un evento importante anche a livello nazionale (unico Premio ufficiale dedicato a De Andrè), con la presenza in giuria di Dori Ghezzi. Inoltre, abbiamo istituito una scuola di musica, realizzato la fermata metro FR1 Fiumicino-Fara Sabina, aperto due nuovi  asili nido, recuperato notevoli spazi di verde per i cittadini. Tutte cose importanti per far parlare della Magliana in modo diverso dai giornali e dall’opinione pubblica
 Analoga cosa è stata fatta a Corviale, dove la proprietà del palazzone non è del Municipio ma della Regione. Un quartiere che abbiamo fatto uscire da quell’isolamento culturale e simbolico che gravava su di esso realizzandogli attorno la sede del Municipio col suo Consiglio municipale, l’ufficio tecnico e l’ufficio anagrafico, il gruppo dei vigili urbani, un impianto di rugby, una grande biblioteca, un centro di formazione professionale. Tutte decisioni che hanno conferito al quartiere una grande importanza e costretto negli anni la popolazione a recarsi lì per sbrigare una pratica, scoprendo un quartiere diverso da quello raccontato e mettendo in pista una contaminazione positiva che oggi, anche di Corviale, fa parlare in altro modo. Riguardo al giudizio estetico sul palazzone non sta alla politica stabilire se un palazzo è bello o brutto: la politica deve occuparsi delle ricadute sociali che, eventualmente, quel tipo di gesto architettonico produce.
 
Il problema della sicurezza è stato percepito a lungo come fenomeno legato alla microcriminalità causando colpevoli ritardi nella lotta alla grande criminalità e alle mafie che inquinano libero mercato e concorrenza. Ci sono sul territorio presenze riconducibili a tali fenomeni? Quali sono le iniziative di contrasto che, nel caso, può assumere il Municipio? 
 
Un terreno molto delicato quello della sicurezza. Il nostro sindaco ha vinto le elezioni puntando  sul terrorismo psicologico e politico, rappresentando una città sull’orlo del baratro. Promettendo agli elettori grandi interventi di carattere risolutivo ha voluto infondere sensazioni di maggior sicurezza, la cosiddetta sicurezza percepita rispetto a quella reale. Mi pare che ci troviamo di fronte a un clamoroso fallimento della sua politica, non solo perché Alemanno non aveva gli strumenti necessari, ma perché aveva dato del fenomeno una lettura distorta. Roma, nonostante tutto, rimane la città più sicura tra le grandi capitali europee. Sembra chiaro come il sindaco abbia tradito in pieno la fiducia che gli elettori gli avevano dato. Io penso che il fenomeno sicurezza vada affrontato tenendo distinte le funzioni e le responsabilità: le forze dell’ordine, anche se in accordo con la politica devono garantire sistemi di sicurezza legati alle loro funzioni; poi, alla politica spetta un altro compito, che non è quello di dire al prefetto dove  mandare i cellulari, ma operare nei quartieri per creare quelle condizioni di sicurezza preventiva che contrastano l’affermarsi di situazioni di insicurezza. Ciò attraverso l’attivazione di servizi, punti d’incontro, illuminazione delle strade, attraverso le presenze organizzate dei cittadini. Perché laddove si partecipa la sicurezza è sempre maggiore; se si rimane rinchiusi dentro casa la sicurezza, in qualche modo (sia la sicurezza reale che quella percepita), viene meno. Neppure su questo l’Amministrazione non ha fatto nulla di sensato. Nel mio Municipio, in questi anni, se pensiamo al Trullo, l’unica risposta data all’incendio del bar dei romeni (una risposta qualificante per quel quartiere) è stata proprio quella del Municipio, con l’attivazione di un centro giovanile di aggregazione. Abbiamo fatto una cosa simile a Corviale e alla Magliana, aggredendo queste situazioni delicate con gli strumenti della politica. Ma siamo stati soli, nessuno ha investito un euro per contrastare eventuali fenomeni di degrado. Se poi pensiamo alla questione dei campi nomadi, siamo di fronte a una vera tragedia. Noi avevamo in via Candoni  il miglior campo nomadi della capitale al quale, tra l’altro, ha fatto visita anche il presidente della repubblica romeno di passaggio a Roma. Il Campidoglio ha pensato  bene di chiudere Casilino 900 e di trasferire, senza preavviso nè organizzazione, una quota di quei rom nel campo di via Candoni. Sommandoli ha creato una situazione di ingestibilità, con la presenza di centinaia di persone in più rispetto a quelle previste, sciupando un clima di distensione e mandando all’aria un accordo che funzionava davvero. Tutto ciò, oltre al pullulare di insediamenti abusivi e spontanei nel territorio, triplicati rispetto al 2008 e di fronte ai quali non si riesce a fare nulla, se non attuare sporadici interventi di sgombero senza prospettive che fanno spendere risorse importanti, tra cui le decine di milioni che la comunità europea ha messo a disposizione della città,  per risolverlo, il problema, non per spostarlo da un’altra parte.
 
Si  dice che una delle grandi insidie per le cosiddette “nuove povertà” è rappresentata  dall’usura, fenomeno che non colpisce solo la persona ma l’intero tessuto economico. Esistono sportelli antiusura nel Municipio XV?
 
Abbiamo costruito una rete di commercianti organizzati, con i quali abbiamo un dialogo costante, e abbiamo spinto altri ad organizzarsi, in modo da rappresentare un unico soggetto con cui dialogare. Nessuna richiesta di questo tipo è finora è venuta da loro. Il fenomeno comunque c’è e noi cerchiamo di contrastarlo con una serie di iniziative, soprattutto nella zona Marconi, che mirano a non farli sentire soli. Anche per dare il segnale, a chi pensa di utilizzare l’usura come strumento di arricchimento, che dietro quel commercio c’è un’ istituzione.
Questa domanda,  alla quale ha già parzialmente risposto, si ricollega alla prima. Risulta che in alcuni quartieri del Municipio sia in atto un positivo fermento socio-culturale e sportivo promosso dalla società civile (operatori, associazioni, comitati) per la riqualificazione  e il  miglioramento della qualità della vita nel territorio. Quale ruolo svolgono (o hanno svolto) le istituzioni, e quindi il Municipio, per favorire e sostenere tali tendenze.
 
Sì, un po’ le cose dette prima… Oltre alla puntualità con la quale siamo presenti alle sollecitazioni che ci vengono dall’associazionismo, noi garantiamo tre istituzioni di alto livello. Il teatro del Municipio, l’Arvalia, nato per richiamare l’attenzione su un territorio che si organizza per produrre un’offerta culturale di alta qualità, con un cartellone molto interessante  e che da anni ce la mette tutta per non sopperire alle difficoltà strutturali; l’apertura di una scuola musicale, in cui vengono praticati prezzi, davvero popolari, che riescono a mantenere l’eccellenza della docenze; uno spazio museale e convegnistico come il Mitreo. Tre iniziative che la dicono lunga su come il Municipio intende la politica culturale. Più che spendere su cose effimere, magari di bell’impatto ma che la mattina dopo ci lasciano solo lattine vuote e cartacce per terra e ognuno rimane privo di quelle opportunità di crescita culturale, sportiva, musicale, noi abbiamo preferito investire su qualcosa di strutturale, che resta e dà i suoi frutti nel tempo.
 
Il nuovo Piano Regolatore prevede uno sviluppo urbanistico importante nel suo Municipio. Crede che tale scelta sia compatibile con uno sviluppo sostenibile, con la tutela del territorio adeguatamente infrastrutturato per accogliere i nuovi previsti insediamenti?
 
Il  Piano Regolatore è nato in anni in cui il Municipio aveva voce in capitolo e le sue posizioni, in Campidoglio, venivano ascoltate. Quindi, quel Piano Regolatore è anche il frutto della nostra elaborazione. Noi siamo stati il Municipio che ha prodotto emendamenti che per il loro numero rappresentano più della metà degli emendamenti complessivi. Devo dire che abbiamo veramente studiato, scandagliato il territorio, sia per capire dove c’erano i margini per maggiori insediamenti o dove un nuovo insediamento avrebbe rappresentato una chance per i vecchi, magari abusivi; sia  in termini di servizi che in termini infrastrutturali.
Abbiamo votato la variante delle certezze, che ha fatte salve vaste aree di verde, e  potuto imporre la strategia di una mobilità sostenibile attraverso il nostro Piano Regolatore  della ciclabilità.
Io sono dell’idea che Piano Regolatore regola e nel regolare dà sì, all’imprenditore e ai privati, la possibilità di crescere, produrre nuovi beni e nuova ricchezza, ma se l’Amministrazione non mette in campo una sapiente opera di contrattazione o di finanziamento di servizi e infrastrutture adeguate a sostenere quello sviluppo, tutto salta in aria. E’ vero che nel Municipio arriveranno cubature importanti. E noi, tra l’altro, ci siamo fatti carico anche della “compensazione” di Tor Marancia: una decisione “subìta” ma accettata responsabilmente perché oggi il parco di Tor Marancia si può fare. Però, se poi vengono tradite le aspettative ci troveremo costretti di nuovo a fare proteste, a organizzare i cittadini, a raccogliere quello che non va.
 
Qual è la posizione del Presidente e della sua Giunta rispetto alla proposta del governo Monti di eliminare i compensi per le cariche municipali dalla prossima consigliatura?  E’ in atto nel Municipio un’azione diretta alla riduzione dei “suoi” costi della politica?
 
Ciò non è più vero perché l’emendamento fatto elimina anche per la prossima legislatura questa possibilità. Ho ritenuto sacrosanto (e lo riterrò nel futuro) fare un’opera di dissuasione laddove, paradossalmente, davanti a costi e sprechi della politica coloro che venivano colpiti erano proprio quelli che lavoravano dalla mattina alla sera sul territorio di cui sono espressione, per sanarne i conflitti e i ritardi. L’essere considerati la casta del paese faceva davvero male, per cui è questione di dignità, non di economia, e soprattutto è questione  legata alla considerazione che la politica deve avere dello sviluppo della città. Perché azzerare i compensi significava azzerare il decentramento. Questa giunta pensa e agisce in modo incoerente. Se pensa che Roma deve essere gestita dal centro e non può essere gestita da Municipi che forniscono solo carte d’identità, sarebbe errore clamoroso, che si tratti di Municipi di centro destra o di centro sinistra L’unica strada prevedibile per sanare i gravi ritardi di  Roma nella sua organizzazione è uno spinto decentramento. Se  si crede di lavorare sui tagli andando a colpire la base, come al solito si fa un grave errore. Dopodiché, se ci fosse stato un ragionamento complessivo, dal Presidente della Repubblica all’ultimo dei consiglieri, ognuno avrebbe fatto la sua parte, sapendo di stare dentro una politica di risparmi condivisa. Il Municipio fa la sua parte. Noi siamo un municipio virtuoso, che fa un uso equilibrato d tutte le risorse assegnate: non rimandiamo mai indietro un euro in economia; da anni abbiamo il tetto fotovoltaico su l’impianto pubblico più grande di Roma; abbiamo lavorato per creare sistemi di recupero dei crediti, senza fare cose straordinarie, ma che però hanno prodotto dei risparmi e quindi un arricchimento consistente per la popolazione durante questi anni.
 
Lei, secondo la legge, non essendo più rieleggibile, ha già annunciato che si candiderà a ricoprire la carica di consigliere nella prossima Assemblea capitolina. Quanto è importante per un Municipio avere un referente in Campidoglio? Vista la sua esperienza quali suggerimenti darebbe al prossimo candidato a presidente del centro sinistra che verrà presentato nel XV Municipio?
 
E’ stata un’esperienza faticosa ma appassionante, avvincente, colma di soddisfazioni. Ma tutto il patrimonio di questa esperienza lunga e profonda sono pronto a considerarlo non sufficiente per far bene anche in Campidoglio. A chi mi succederà raccomando soprattutto una grande, grande passione: senza passione questo lavoro così faticoso non si fa; di saper leggere dall’alto le dinamiche di trasformazione del territorio; di avere un’idea di città quando si amministra una città come il XV municipio, e quindi di non accontentarsi mai; di primeggiare negli interventi di modernizzazione e sperimentazione. Solo così una città come Roma va avanti,  solo quando si cerca di guardare oltre la linea dell’orizzonte.
Ritiene che i candidati alla presidenza del Municipio, almeno quelli  del centro sinistra, debbano essere scelti attraverso le “primarie”?
Per le cariche istituzionali le “primarie” sono il giusto strumento, purché non se ne esasperi il significato. Penso che il centro sinistra dovrebbe dar vita a “primarie” anche nel Municipio: “primarie” serie, condivise, che non siano luogo di conflittualità ma di arricchimento per tutti.
Dopo 15 anni di governo del Municipio che lettera scriverà ai cittadini  per salutarli?
Innanzitutto scriverei un arrivederci, non un addio. Se ci saranno le condizioni per svolgere un ruolo in Campidoglio continuerò ad occuparmi del territorio perché  è il mio territorio, ne sono figlio, lo abito, ne sono affezionato. L’appello che mi sento di fare è di non sprecare quello che è stato fatto, anche se molto c’è ancora da fare; soprattutto di non perdere di vista la nuova caratura che ha assunto in questi anni il Municipio, anche grazie a un’opera di marketing territoriale. Faccio due esempi: la nuova sede della Fiera di Roma e il Teatro India. Per la sua posizione strategica, ospitando l’asse più importante che è la Roma-Fiumicino, il Municipio XV è stato capace di attirare grandi investimenti. In questi anni, quando si pensava che con lo sdo Roma si dovesse sviluppare a est,  noi abbiamo imposto alla città un radicale cambiamento di posizione, affermando che il collegamento con il mare e l’aeroporto non poteva considerarsi secondario.  Il nostro  lavoro è stato premiato e ora questa nuova caratura del Municipio è patrimonio di tutti, sia per chi siede in Consiglio che per coloro che lo abitano e lo vivono. E dobbiamo lavorare tutti insieme affinché questo patrimonio non vada dissolto.
da abitarearoma.net, 28/01/2012
di Alvaro Colombi

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«Abbattere Corviale», solo uno slogan

// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

(AGENPARL) – Roma, 21 nov – “A riprese certe e cicliche si torna a parlare di Corviale nei modi e nei termini che, personalmente, non mi piacciono. Non mi piace il metodo di dover passare sopra la testa dei residenti, mai interpellati ufficialmente, ma sulle teste dei quali vengono spesi fiumi di dichiarazioni a mezzo stampa. Io mi auguro che Corviale, per il momento, possa essere gestita attraverso le sue forme ordinarie e mi auguro che rispetto alla gestione degli spazi antistanti, con la prossima apertura del Framer’s Market denttro i locali di una struttura molto ben organizzata, potremo avere una nuova centralità commerciale fatta di prodotti di un’agricoltura di qualità “. Lo dichiara in una nota Marco Palma, consigliere Pdl di Roma Capitale. “Per il resto invito la politica che ha competenza su Corviale a voler realizzare, ad esempio, le verticalizzazioni: sarebbe il primo passo verso una progressiva normalizzazione. E’ chiaro che se a Corviale non c’è neanche un’edicola mi pare difficile avviare opere di demolizione e ricostruzione. Oggettivamente non è possibile continuare con il sistema del regalo delle cubature che mi pare poco etico e soprattutto privo di idee nuove a vantaggio dei soliti noti”.

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«Abbattere Corviale», solo uno slogan

// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

(Adnkronos) – In sostanza, continua Buontempo, ”pur ribadendo che faremo fino in fondo il nostro dovere per ottemperare agli atti dovuti, non possiamo non rilevare che e’ quanto meno inquietante pensare che gli spazi del quarto piano di Corviale, che secondo il progettista dovevano essere al servizio della comunita’, sono stati sottratti a tutti gli altri cittadini che abitano a Corviale nella piu’ assoluta impunita’”.

“Proprio questi cittadini sarebbero costretti a subire la beffa di non vedere soddisfatti i loro diritti e vedere, invece, la pubblica amministrazione spendere circa 7 milioni di euro per far diventare abitazioni da assegnare agli occupanti abusivi quegli spazi che invece dovevano rimanere liberi”, precisa.

”Il confronto e’ aperto – conclude Buontempo – come assessore regionale sono disponibile a tutti gli incontri possibili, ma sono altresi’ determinato a ‘non dare spago’ a coloro che Corviale lo hanno voluto, lo hanno fatto costruire con una tipologia edilizia che e’ una vera e propria vergogna per Roma, a coloro che Corviale non hanno invece saputo gestire e che oggi, approfittando di una politica debole, vorrebbero utilizzare per cercare un improbabile consenso elettorale, senza dare risposta ai seguenti quesiti: chi abita in quegli appartamenti chiusi, che neanche le forze dell’ordine hanno potuto aprire? Dove verrebbero collocate le 120 famiglie occupanti abusive del quarto piano durante il periodo dei lavori da svolgere? Chi garantisce che, mentre si fanno i lavori, quegli appartamenti non vengono occupati di nuovo? Chi garantisce che il censimento sia stato fatto sugli abitanti reali del quarto piano?”.

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«Abbattere Corviale», solo uno slogan

// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
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Non so se siete al corrente delle rimostranze che da anni molti Cittadini e Tecnici stanno elevando nei confronti delle nostre amministrazioni pubbliche per lo sperpero di denaro perpetrato con la costruzione della “ipertrofica linea di metropolitana” che risponde al nome di “Metro C” (una linea dal costo assurdo, dalle dimensioni di una metropolitana pesante e dalle prestazioni di una metropolitana leggera).
“Essendo la coperta corta” (ovvero, essendoci poche risorse in circolazione) credo che purtroppo la Regione, scegliendo di finanziare quell’opera, abbia dovuto “scaricarvi”. Colgo perciò l’occasione per coinvolgerVi nella lotta per una Metro C economicamente sostenibile e per il recupero di gran parte dei fondi destinati a quell’opera al fine di utilizzarli nella riqualificazione del Corviale.
 
Se desiderate documentarVi in merito alla Metro C, potete leggere quanto riportato nelle recenti notizie di cui ai link che seguono:
 
La linea C arriverà fino al Colosseo – Dalla Regione i fondi per la tratta T3

Metro C, sindacati: “Regione ferma i lavori”
http://www.eur.roma.it/news.php?news=3618&cat=9&arch=1

Alemanno come Rutelli?
http://www.eur.roma.it/news.php?news=3496&cat=9&arch=1

Oggi trasmissione radio su Metro B1 e C
 
Ora la Corte dei conti è informata. Quando ci farà sapere?

Metro C, le precisazioni del Prof. Tamburrino
http://www.eur.roma.it/news.php?news=3289&cat=9&arch=1&limit=5

  
Se poi desiderate leggere tutte le notizie che si sono rincorse sull’argomento in questi ultimi anni, potete andare al link http://www.eur.roma.it/news.php?cat=9&arch=1.
 
Cordialmente,
Ing. Paolo Ercolani

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Gli abitanti del Serpentone denunciano:«Dopo anni di attese erano disponibili 23 milioni ma è tutto fermo»

ROMA – Hanno attaccato diecimila manifesti con scritto: «Giunta Polverini, 18 mesi contro Corviale». E ancora: «I 23 milioni di euro devono essere spesi subito». È attorno a questa cifra, infatti, che si svolge l’ultima battaglia per la riqualificazione del mega-edificio sulla Portuense. Il 7 novembre i vari comitati – Comitato inquilini di Corviale, Corviale domani e Comitato di quartiere Magliana-Arvalia – hanno occupato la sede dell’ Ater, e l’8 novembre sono «in attesa di avere la convocazione ufficiale da parte di Rodolfo Gigli, presidente della commissione casa della Regione Lazio, che deve avvenire quanto prima» afferma Pino Galeota del coordinamento «Corviale domani». ANNI DI ATTESE – «Abbiamo occupato la presidenza dell’Istituto delle case popolari perché dopo anni erano finalmente disponibili questi fondi per la riqualificazione dell’edificio: ma a distanza di 18 mesi nessun intervento è iniziato – spiega Galeota – I ritardi e i silenzi, non attivando i lavori di ristrutturazione già finanziati ed approvati, sono atti criminosi perché danneggiano la nostra collettività in questo momento di grave crisi economica, lavori che significano riqualificazione del palazzo Ater di Corviale, sicurezza per i residenti, occupazione per i lavoratori e redditi per le imprese. Adesso prendiamo atto che la situazione è stata affrontata dal Commissario Ater Bruno Prestagiovanni. Finalmente c’è un luogo istituzionale dove poterci confrontare e verificare le assunzioni di responsabilità che spettano sia alle forze politiche regionali, le quali auspichiamo battano un colpo, che alle istituzioni, Presidente Polverini in primis».

Continua a leggere sul Corriere della Sera, 08/11/2011

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// ottobre 29th, 2012 // No Comments » // articoli di giornale

(AGENPARL) – Roma, 13 set – Il 23 e 24 settembre, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis Augustae, a Roma, si svolgerà il convegno internazionale “Roma rinasce dalla periferia. La città dell’uomo dopo la città del cemento”. L’evento, organizzato dall’Assessorato alle Politiche per la Casa della Regione Lazio, pone l’accento sul problema sociale presente nelle periferie degradate delle grandi città, rilanciando una nuova idea di edilizia residenziale pubblica che renda gli alloggi destinati ad accogliere i soggetti meno abbienti più adeguati alle esigenze umane di chi vi è ospitato. Il convegno, in particolare, si concentrerà sull’attuale situazione del quartiere di Corviale e dell’intera periferia romana e sulle possibili soluzioni di riqualificazione urbanistica. Saranno illustrati, al riguardo, diversi progetti elaborati da esperti del settore e presentate le modalità, i tempi e i costi di un eventuale intervento di “rinascita” di Corviale, per dotarlo di spazi verdi, servizi e abitazioni “a misura d’uomo”

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Si è insediato ieri il nuovo commissario dell’Ater Roma, Bruno Prestagiovanni

Alla conferenza stampa era presente l’assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo che ha annunciato che il mese prossimo verrà presentato il progetto di riqualificazione di Corviale. «Nel progetto – ha spiegato – saranno indicati tempi, costi e spese. Speriamo di poter concretizzare quel sogno, sempre tenendo davanti a noi in primis il rispetto di chi ci abita». Buontempo ha poi annunciato: «Prenderemo contatto con le grandi aziende come Acea o Enel. Credo che i tetti delle case dell’Ater siano una grandissima risorsa che vogliamo utilizzare per il fotovoltaico, avendo in cambio le ristrutturazioni». Sugli sfratti Buontempo ha detto: «Sono una vergogna se coinvolgono chi è sotto il reddito minimo di 18 mila euro l’anno. Chi sta sopra va sfrattato, i furbi devono andarsene». Buontempo ha ricordato che a Roma ci sono circa 50 mila appartamenti Ater, spesso senza manutenzione per problemi economici. «Quando vedo alcune case dell’Ater io mi vergogno. La priorità deve essere la qualità. Con 1.200-1.400 al metro quadro si possono costruire belle case con tutti gli strumenti per il risparmio energetico». «Voglio rilanciare l’attività dell’ente per la sua crescita futura. Le mie priorità sono la valorizzazione e la messa a reddito del patrimonio per partire poi con un piano vero di costruzione», ha detto Prestagiovanni che dovrà affrontare il problema del debito di 600 milioni nei confronti del Campidoglio. Prestagiovanni vuole rilanciare i servizi per i cittadini a partire dalla manuntenzione.

Il Tempo, 15/03/2011

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(ASCA) – Roma, 16 mar – ”Se riuscissimo a sostituire quel palazzone, dove abitano 6 mila persone, con case accettabili, daremmo un’altra immagine all’amministrazione pubblica. L’ambiente incide sul carattere e sulla vita dell’uomo. L’ambiente in cui e’ inserita la casa e’ piu’ importante di un salotto. Svolgendo questo compito di assessore alle emergenze abitative, mi sto rendendo conto che stanno cancellando gli spazi per i bambini”. A dirlo ai microfoni di Radio Ies, l’assessore regionale alle Politiche per la Casa, Teodoro Buontempo, tornando cosi’ sulla questione di Corviale.

bet/cam/rl

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L’architetto Cristiano Rusponi della fondazione C.e.s.a.r.ha presentato un progetto per la ricostruzione di Corviale: un quartiere di isolati formati da sette-otto palazzine

Corviale, il Serpentone mostruoso che echeggia nella mente di tutti i romani e che sovrasta con il suo chilometro la Portuense, Casetta Mattei e Colle del Sole potrebbe non esistere più, almeno così come lo abbiamo da sempre conosciuto. Il progetto di urbanistica avveneristica che portò i primi abitanti nelle case cubiche nel 1982 e i primi occupanti pochi mesi dopo, da sempre criticato e ora anche sede della giunta comunale del Municipio XV, non ha mai smesso di far parlare di sé.

Quindi, oggi la presentazione del progetto dell’architetto e presidente della fondazione C.e.s.a.r., Cristiano Rusponi, al convegno ‘Ritorno alla citta’ – Back to city lifé al Museo dell’Ara Pacis che, in sostanza, vuole: “Demolire e ricostruire Corviale partendo da un primo lotto realizzabile a costo zero.”

Spiega Rusponi: “Il nostro progetto prevede di realizzare un quartiere di isolati – spiega Rusponi – dove ogni isolato conta non più di sette-otto palazzine, attività commerciali a piano terra e residenze ai piani superiori. Il primo lotto potrebbe essere realizzato a costo zero: si costruirebbero sulle aree libere e non vincolate, delle nuove residenze in cui alloggiare gli abitanti di un primo lotto di Corviale, poi si abbatterebbero le vecchie case del lotto per realizzare le nuove da immettere sul mercato. Così si crea un mix sociale e le operazioni di vendita, insieme ai 27 milioni a disposizione dell’Ater, coprirebbero completamente i costi”.

Roma Today, 02/12/2010