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Mario Fiorentino: Corviale un edificio romano

// marzo 15th, 2012 // No Comments » // storie di corviale

Segnaliamo un post sul blog Wilfing Architettura: la trascrizione di una ripresa video realizzata dal Centro Audio Visivo di ciò che, sino a quando nel 1982 non nacque l’Ateneo di Reggio Calabria, era lo IUSARC (Istituto Universitario Statale di Architettura). Una struttura Universitaria che aveva nello IUAV di Venezia il suo esatto omologo. Il Centro Audio Visivo, condotto da Celestino Soddu, nel contesto di una struttura universitaria di architettura posta nel meridione del Paese, aveva il compito di rendere culturalmente meno periferica la sede, attraverso una raccolta di materiale che un equipe appositamente predisposta e attrezzata andava a cogliere con le telecamere ed i microfoni lì dove avvenivano eventi distanti da Reggio Calabria ma importanti per la crescita culturale della sede e dei suoi studenti. Un materiale importante, raccolto nell’arco di circa dieci anni di attività, tra cui una serie di testimonianze come questo commento di Mario Fiorentino sul noto e discusso progetto di Corviale. Nel curarla e rileggerla, nello specifico, devo dire che ho trovato la conferma della superficialità con cui oggi trattiamo presente e passato e non solo della storia dell’Architettura. Un progetto, infatti, ha sempre un lato contingente, che ne sancisce la sua più o meno riuscita, ma ha anche un lato non contingente, in cui vengono messe alla prova metodologie e tecniche o affrontati temi inediti, che sono complessivamente la cifra che più dovrebbe interessare chi, come noi, continua ad occuparsi di architettura. Io credo che, in questo testo, vi sia esattamente un concentrato di questa cifra che, comunque la si pensi, è l’oggetto ed il lascito più importante di un qualsiasi progetto. Nello specifico, l’intervista fa parte di un materiale documentario prodotto in occasione della Mostra Architettura Italiana degli anni settanta, curata da Enrico Valeriani e Giovanna De Feo, ed esposta presso la Galleria di Arte Moderna di Roma e la Triennale di Milano nel 1981.

Leggi tutto su Wilfing Architettura, 15/03/2012

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Mario Fiorentino: Corviale un edificio romano

// marzo 15th, 2012 // No Comments » // storie di corviale

Si parla, sempre più spesso,  di smart city.  Sarà questa una delle parole chiave del prossimo Forum Digitale in Sala Borsa a Milano il 7 febbraio. Come anche del progetto TecArtEco che tra Como, Lugano e Gallarate si sta interrogando sugli scenari dell’ecologia urbana.

Si tratta di città intelligenti non solo per i servizi evoluti ma per la capacità di sollecitare partecipazione attiva. E’ uno dei nodi del nostro tempo, dati gli scenari di crisi grave per la transizione in atto, va trovato il modo per qualificare l’attenzione verso lo spazio pubblico. E’ su questo terreno che c’è da intraprendere dei nuovi percorsi di socializzazione che possano ammortizzare l’urto della crisi, promuovendo inclusione e opportunità di auto-organizzazione.
Per rendere possibile questa partecipazione è opportuno inventare però nuove forme d’iniziativa. In tutti questi anni abbiamo visto tanti interventi, dalle feste ai concerti, disseminando nelle piazze manifestazioni d’ogni sorta, portando spettacolo nelle città. Forse è il caso di fare qualcos’altro, ribaltando quel concetto, sotto il segno della sostenibilità: misurandoci con lo spettacolo delle città. Esplorandole, riscoprendole, valorizzandole. Ottimizzando le risorse pre-esistenti.

E’ questo il lavoro che sta facendo da qualche anno, a Roma, Urban Experience con happening radioguidati che approfondiscono la memoria condivisa dei luoghi, dinamizzano eventi di urbanistica partecipativa, esplorano complessi urbani d’estrema periferia.
Così come s’è fatto qualche giorno fa a Corviale, per una passeggiata radioguidata notturna (partita a mezzanotte!) in uno dei condomini più grandi d’Europa, lungo un chilometro.

Lo chiamano anche il “serpentone” perché si snoda, trasversale alla via Portuense che porta verso il mare, in una massa edificata che ha del totemico, un paradosso post-metropolitano.
Quella esplorazione ludico-partecipativa s’è svolta nell’ambito del Corviale Urban Lab , combinato con un evento di  creatività giovanile promosso da MarteLive che ha ospitato anche un intervento di  Workinproject.

L’azione era stata anticipata nel dicembre scorso, di mattina, con i  i bambini delle scuole elementari con cui era stato realizzato nel 2010 un geoblog: una mappa emozionale basata su Googlemaps e composta dalle fotografie e le registrazioni audio con la regia dei mediamaker di Portobeseno. E’ grazie ad un intervento simile che s’è conquistata la fiducia del quartiere che ha permesso un happening in un orario cosi estremo (mezzanotte) in una periferia così estrema.
La passeggiata radioguidata, definita walk show, era basata su soluzioni whisper radio che ha permesso al centinaio di esploratori urbani di ascoltare in cuffia le conversazioni con chi abita quel condominio concepito per tanto tempo un mostro urbanistico. Un mostro che oggi si rivela come un bell’organismo pulsante di vitalità e riscatto sociale.

Il percorso radioguidato ha avuto come voci guida alcuni conduttori di Urban Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti di Amatel’architettura, rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere come Corviale Domani. Lungo l’itinerario sono stati utilizzati dei mobtag, codici digitali che permettono agli smart phone di linkare a dei video che hanno documentato un particolare percorso emozionale. Repertori già inseriti nel geoblog delle “microstorie” di Corviale: l’esperienza già avviata da Urban Experience nel 2010, con un’attività di animazione multimediale che ha coinvolto i bambini delle scuole elementari di Corviale.
Tra i repertori video in streaming, da ascoltare in cuffia e proiettati (con un piccolo videoproiettore portatile) sui muri mentre si esplora il Serpentone, sono apparse anche le documentazioni dell’attività educativa svolta da Workinproject per CorvialeUrbanLab, sempre con i bambini del quartiere, attraverso il restyling ludico-creativo delle architetture di Corviale.

Sul socialnetwork di Urban Experience, Giulio scrive: “Contro l’abbandono e il degrado c’è solo una risposta, vivere la città, calpestarla, darle uso regalandole valore e significato.(…) si  ricostruiscono i frammenti della città, con i piedi, calcando e calpestando il suolo di asfalto e cemento, ricongiungendo il filo delle sue connessioni, rilanciando la piattaforma naturale dell’urbe nello spazio del pensiero, nella rete delle idee.”
da Tiscali Notizie, 26/01/2012
di Carlo Infante

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Comunichiamo la pubblicazione del sito www.corvialedomani.it, online dal 7 dicembre 2011.

Come riportato dalla home page:

Questo sito web si pone come evoluzione online del progetto di ricerca “CorvialeDomani”: laboratorio multidisciplinare per una rigenerazione socio-economica di Corviale basata sulla cultura.

Il progetto di ricerca è una iniziativa IsICult, inizialmente finanziata dalla Filas – Finanziaria Laziale di Sviluppo S.p.a. (società controllata dalla Regione Lazio).
IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale è un ente no-profit indipendente specializzato nello studio delle politiche culturali e delle economie mediali.
Il progetto di distretto metropolitano  ”CorvialeDomani” è una iniziativa promossa dal Coordinamento per il Distretto tecnologico d’Arte, Cultura e Sport, associazione  informale che ha come obiettivo la riqualificazione urbanistica e socio-economica del Quadrante Corviale, centrata sulla cultura come volano di sviluppo.
Il progetto di “Distretto” è maturato anche grazie ai risultati della ricerca realizzata di IsICult.
Il progetto “CorvialeDomani” è sostenuto anche dal Municipio XV – Arvalia (Comune di Roma).
Si ricorda che il Municipio Roma XV comprende: Portuense, Magliana Vecchia, Ponte Galeria, La Pisana, Gianicolense, Marconi, Pian Due Torri, Trullo e giustappunto Corviale. La popolazione complessiva del Municipio XV è di circa 150.000 abitanti (grosso modo, la stessa popolazione di una città come Rimini), quella di Corviale-Casetta Mattei di circa 15.000 abitanti. Il progetto originario del Serpentone, diretto da Mario Fiorentino, prevedeva una popolazione di circa 8.000 persone.
La ricerca, che si pone come “work-in-progress”, ed il correlato sito web sono strumenti di comunicazione del complessivo progetto.
La responsabilità dei contenuti del sito è esclusivamente dell’IsICult, avendo questo sito un carattere prevalentemente scientifico.”
Buona navigazione!

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(AGENPARL) – Roma, 14 dic – Patrocinato dal Municipio XV, questo laboratorio artistico urbano a 360° giunto alla sua terza edizione ospiterà quest’anno eventi come il “Walk show nel Serpentone” a cura di Urban Experience ed i MArteAwards 2011, le premiazioni ufficiali dei vincitori del celebre MArteLive. Riflettori puntati sulla periferia per dar risalto a quelle che sono le realtà culturali sviluppatesi nel quartiere perché, come dichiarato dal promotore dell’iniziativa Alessio Conti – Delegato alle politiche giovanili del Municipio XV, “La riqualificazione delle periferie d’Italia passa anche attraverso l’Arte e la partecipazione”. Le strutture interessate dalla manifestazione saranno Il Mitreo, il Teatro Arvalia, la Biblioteca Corviale, la Biblioteca Marconi ed il Serpentone di Corviale. Programma delle due giornate:

Sabato 17: “Walk show nel Serpentone” a cura di Urban Experience, laboratorio didattico “Restyling Corviale” a cura di WorkInProject. La galleria d’arte Il Mitreo ospiterà i “MArteAwards 2011” premiazioni ufficiali di MArteLive con ospite speciale DELLERA insieme a Rodrigo D’Erasmo, la Biblioteca Corviale con il Centro Polivalente “Nicoletta Campanella” ospiterà reading, proiezioni, la mostra “Be Proud” foto racconto dell’Europride, Jam session, concerti organizzati dalla Scuola di Musica Arvalia e dall’Orchestra Giovane Arvalia. La Biblioteca Marconi ospiterà presentazioni di libri e mostre.

Domenica 18.00: alle 21.30 evento conclusivo al Teatro Arvalia con il concerto omaggio a Paolo Conte de “Gli Scontati”, progetto speciale di Lorenzo Kruger dei Nobraino e Giacomo Toni.

Quasi tutti eventi saranno trasmessi in diretta streaming, grazie alla collaborazione di MeddleTV, sia sul sito della web tv che sul sito ufficiale www.corvialeurbanlab.it e su www.marteawards.it.

Come detto, uno degli appuntamenti principali sarà anche quest’anno il MArteAwards, una manifestazione unica in Italia, occasione di riscatto per artisti emergenti e opportunità di promozione dell’arte pura fatta dai giovani e per i giovani. Ad essere premiati saranno i vincitori di MarteLive e addetti ai lavori, giornalisti ed artisti che si sono distinti nella promozione di nuove produzioni culturali. Un galà artistico dell’arte emergente realizzato in pieno stile MArteLive, con il susseguirsi di spettacoli e allestimenti coreografici. Il tutto rigorosamente dal vivo. Sabato 17 Novembre al “Mitreo”, a partire dalle 19.30.

Lo fa sapere il Municipio Roma XV.

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Valerio Maccari Le periferie di Roma spiegate ai bambini delle periferie

Per raccontare storia e origine dei luoghi in cui vivono ogni giorno, insegnando loro a prendersene cura affinché non scivolino nel degrado. Ieri, all’Ara Pacis, i giovanissimi atleti della S.S. Lazio Basket hanno festeggiato in modo particolare il Natale della città. E con la guida degli architetti Flaminia Bonifaci e Francisco J. Romero Varo, sono stati i visitatori d’eccezione de «Le città di Roma: housing e paesaggi urbani dal dopoguerra ad oggi». La mostra fotografica, promossa dall’Acer, ha come filo conduttore l’housing sociale, dipanato in un’epoca in cui, spiega la Bonifaci, «l’urbanistica era architettura e aveva il merito di sperimentare». Argomenti apparentemente estranei ai bambini, ma che in realtà sono loro vicini: anche perché i segni più evidenti dell’edilizia sociale di Roma si leggono proprio nelle periferie dove i piccoli cestisti vivono. E dove la Lazio Basket, da anni, combatte l’emarginazione con lo sport. Fondata nel 2007 da Simone Santi, vicepresidente Giovani dell’Unione Industriali Romani, l’associazione sportiva – non a scopo di lucro – si impegna soprattutto nei quartieri disagiati. Non a caso, ha aperto il suo primo centro gratuito di avviamento alla pratica sportiva proprio a Corviale, luogo simbolo delle periferie «ad alto tasso di emarginazion» di Roma. Ed è proprio nell’ottica di un recupero del rapporto con la realtà con cui si vive, che si inserisce la partecipazione dei ragazzi alla mostra. E se l’urbanistica spiegata ai bambini diventa materia di suggestioni, la loro opinione è invece un buon riscontro per gli architetti. Impressionati, racconta Romero Varo, più dagli «spazi per giocare che da torri e grattacieli», i ragazzi sono osservatori attenti e sinceri. E per questo danno un apporto insostituibile alla discussione sulle periferie. Anche perché nessuno meglio di loro, sottolinea Bonifaci, «può dirci come si vive davvero in questi luoghi, e quello che si potrebbe cambiare».

Il Tempo, 22/04/2011

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La zona è quella di cui vi abbiamo più volte raccontato: caratterizzata dal famigerato “Serpentone”, da un lungo periodo di abbandono per poi essere vittima di proposte che ci permettiamo di definire ‘azzardate’, il Corviale è – finalmente – un quartiere in forte ripresa, merito anche di progetti come quello recentemente presentato dall’assessorato ai Lavori Pubblici e Periferie, dal delegato allo Sport Alessandro Cochi e dal presidente del XV Municipio Gianni Paris.

Il PalaCorviale sorgerà in via Lanfranco Maroi a Colle del Sole su una superficie di ben 13500 metri quadri. La ‘prima pietra’ è stata posta qualche giorno fa e i lavori dovrebbero concludersi tra 18 mesi. Il costo è di 3 milioni e 200 mila euro, con 2 milioni e 500 mila euro recuperati sbloccando i fondi di un vecchio progetto del 2003. Vediamolo nel dettaglio.

La struttura sportiva offrirà tre campi al coperto, tribune fisse per 300 spettatori (ampliabili a 1000 in caso di grandi eventi, grazie a un sistema di balconate retrattili), campi omologati per pallamano, pallacanestro, pallavolo, tennis e boxe che potranno essere utilizzati per un’ampia gamma di discipline (comprese danza e ginnastica artistica) in contemporanea o in modo indipendente, mediante l’uso di separatori con teli avvolgibili.

Indispensabili gli oltre 2000 metri quadri di parcheggi, 853 dedicati ai servizi e una zona ristoro di 453 metri quadri. Pavimentazione in legno e facciata realizzata completamente in vetro con le parti murarie rivestite di pietra e ceramica. Il progetto – almeno sulla carta – ci sembra più che valido e qui da 06blog seguiremo lo stato dei lavori con interesse. Se siete nei paraggi, diteci la vostra.

06blog, 13/04/2011

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L’assessore regionale alla Casa prevede la costruzione di un quartiere-giardino

(ANSA) – ROMA, 12 APR – “Tra un mese e mezzo presenterò il progetto per un nuovo Corviale. Ho un sogno: abbatterlo ma voi sarete i protagonisti”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Casa, Teodoro Buontempo, entrando nel merito del progetto di demolizione del ‘Serpentone’ dove vivono 1.200 famiglie nella periferia romana. Buontempo ha spiegato che il progetto è stato realizzato “gratuitamente e prevede la costruzione di un quartiere-giardino a dimensione umana dove ci sono servizi e le persone non vivono in un’edilizia che le massifica, in loculi”. L’assessore regionale ha spiegato di aver analizzato i costi anche per lo smaltimento dei rifiuti derivante dalla demolizione e di aver comparato questi costi con le spese di manutenzione del palazzo lungo un chilometro e che è costato “al metro quadro più delle case di Garbatella e San Saba”. Poi, rivolgendosi al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha spiegato che bisogna “capire se i terreni qui intorno sono pubblici o no e poi cercare una sinergia tra Ater, Comune, Regione e fondi privati derivanti da negozi e attività commerciali che creino una comunità e che portino le donne a passeggiare”. In ogni caso, “qui non si muove una foglia senza il vostro voto”, ha aggiunto l’assessore Buontempo lanciando un “referendum popolare”. “E’ difficile – ha concluso – ma se ci riuscissimo compiremmo un miracolo dell’urbanistica che rimarrebbe nella storia”.(ANSA).

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L’intervistaCritico il sociologo Fiasco «Si sono create barriere e spazi vuoti»

Maurizio Fiasco è un sociolologo che ha maturato il suo sguardo professionale anche mettendo a fuoco Roma e i suoi mali diventandone un grande conoscitore. Tor Bella Monaca è davvero un quartiere che per come è fatto favorisce il crimine? «Certo. È stato edificato secondo il modello dell’urbanistica del funzionalismo che appunto separa le funzioni dell’agglomerato, collocandole l’una distante dall’altra, ovvero distinzione dagli spazi residenziali». Cioè? «Da una parte il verde pubblico, dall’altra l’abitato, i servizi, i negozi. Si alternano spazi vuoti a spazi pieni». E invece come dovrebbe essere? «Bisogna tener conto delle cinque parole chiave: urbanistica, architettura, criminalità, insicurezza e paura. Punti cardini che hanno ispirato la Commissione Ue promotrice nel febbraio 2005 di una norma attuativa su come si deve organizzare lo spazio urbanistico per prevenire e trattare i fenomeni di paura e crimine. Il residente deve poter guardare sugli attraversamenti pedonali. Devono esserci una illuminazione adeguata, luoghi di incontro al centro del quartiere, negozi a livello della strada. Aiuole e opere murarie devono favorire l’occhio, il tessuto abitato deve essere costantemente frequentato e favorire una sorveglianza naturale. A Tor Bella Monaca è stato fatto accaduto l’esatto contrario. Ma la follia è stata pure un’altra». Quale? «Il quartiere ha subito un ulteriore svuotamento con la creazione di centri commerciali lungo il Raccaordo anulare, svuotando quindi l’area interna di Tor Bella Monaca. L’economia è precipitata con l’offerta si beni e servizi poco più in là». C’è qualcosa di positivo? «Certo. In 30 anni Tor Bella Monaca ha accresciuto il porprio capitale di socialità con associazioni, volontariato, comitati, luoghi di culto. Ora bisogna stare attenti a non commettere altri errori?». Per esempio? «L’idea di buttarla giù è un errore. Intanto passerebbero 15 anni per vedere la nuova. E poi il capitale sociale di cui parlavo verrebbe perso, bruciato». E allora come se ne esce secondo lei? «Servono riforme. Riportare i negozi al marciapiede, creare degli spazi per i pedoni e le attività di servizio. Si potrebbe affidare agli abitanti l’autogestione della piccola manutenzione edilizia, come riparazione d’intonaco e scale interne. È previsto da una legge regionale: invece di fare le gare di appalto si potrebbero attribuire le somme a coop di condomini». Tor Bella Monaca è un errore isolato? «È uno sbaglio in fotocopia: cis sono Corviale, i ponti del laurentino 38. Ma si sta continuando con la Bufalotta e le nuove costruzioni dietro al Torrino. L’esperienza non ha insegnato nulla». Fab. Dic.

Il Tempo, 01/02/2011

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Repubblica — 03 giugno 2004 pagina 1 sezione: ROMA

Caro direttore, leggo su La Repubblica che “il Sindaco di Roma ha inviato una lettera al Presidente della Regione Francesco Storace per sollecitare una rapida conclusione delle conferenze di servizi sugli articoli 11” Dunque ad oggi nessuno dei “Programmi di recupero urbano”, in gergo “articoli 11”, è in cantiere. Danno grave per Roma, effetto della mala politica secondo cui i programmi dell’ avversario, tanto più se utili alla città, vanno presi in ostaggio e bloccati. Cosa sono i Programmi di recupero urbano? Circa 1.700 milioni di euro per investimenti pubblici e privati nelle periferie romane, ricorda Repubblica. Periferie che si chiamano Acilia, Corviale, Fidene, Labaro, Laurentino, Magliana, Palmarola, Primavalle, Tor Bella Monaca, San Basilio, Valle Aurelia. Quartieri con oltre 400.000 abitanti. Investimenti per case, servizi e reti, ma soprattutto per nuove attrezzature. Cosa vuol dire? Basta elencarle: 49 parchi e giardini, 24 parcheggi, 22 asili e scuole materne, 15 medie ed elementari, 19 centri commerciali e di servizi (con incubatori d’ impresa e laboratori artigianali), 11 centri culturali (inclusi cinema e teatri), 4 biblioteche comunali, 3 musei, 15 impianti sportivi, 11 piste ciclabili, 7 mercati, 4 centri anziani, 8 tra centri civici, sedi di circoscrizioni e servizi socio-assistenziali, 4 alberghi. Tutto ciò era stato deciso e progettato con la più ampia partecipazione. A fine 1997 il Comune pubblicò un bando definito assieme ai Municipi. Risposero più di 200 imprese e operatori. Le proposte furono valutate da una Commissione tecnica cui partecipò anche la Regione. Poi centinaia di assemblee nei quartieri fissarono le priorità, discussero piani e progetti. Alla fine il Consiglio Comunale esaminò, cambiò, approvò (gennaio 2001). Per molti osservatori, anche europei, era finalmente la strada per vincere la sfida dell’ urbanistica contemporanea: per cominciare a rifare le periferie, dar loro funzioni, qualità, identità. Con questo traguardo cittadini, imprenditori e amministratori avevano lavorato assieme: evento nuovo, inammissibile per chi voleva restaurare la vecchia urbanistica. Dall’ aprile 2001 gli atti sono alla Regione. Il Presidente Storace fa sapere che se ne sta occupando. Da tre anni? Quale problema burocratico, se c’ è, non si risolve in tre anni? Quanti asili, biblioteche o alberghi si sono persi nel frattempo? * Docente di Urbanistica all’ università La Sapienza – DOMENICO CECCHINI*

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Corriere della Sera (5 gennaio 1996)

di FRANCESCO PEREGO
Corviale vittima innocente di un imbarazzante luogo comune? Il palazzo chilometro, costruito negli anni Settanta dall’ Istituto case popolari sulla via Portuense, e’ indicato da tutti come emblema di Roma sbagliata, caso limite della periferia che esaspera i conflitti, concentra il malessere, deprime la qualita’ della vita. Da tutti, tranne pochi specialisti di architettura, che ne hanno sempre difeso il progetto, e tranne gli abitanti, che ora inaspettatamente rivelano di non associarsi alla condanna. Parlano gli inquilini. Anna Francesca, operaia di una ditta di pulizie: “Le case non sono male, c’ e’ tutta la campagna. Mi affaccio alla finestra e mi pare di stare in villeggiatura”. Renzo, commerciante: “E un bello brutto; brutto esteticamente, ma molto funzionale. Per esempio ci sono le sale condominiali che sono bellissime”. Peppe, autista Atac: “Siccome e’ rinomato architettonicamente, alcuni artisti lo apprezzano. Noi non lo subiamo, lo viviamo! pero’ chiaramente non lo capiamo”. Le interviste fanno parte del materiale raccolto da Nicoletta Campanella nell’ ambito degli studi sulle comunita’ periferiche promossi dalla cattedra di Sociologia urbana di Franco Martinelli all’ universita’ “La Sapienza”, appena uscite in “Roma, Nuovo Corviale. Miti, utopie, valutazioni”, volume edito da Bulzoni. Cio’ che la ricerca sostanzialmente smentisce e’ che questo quartiere abbia creato un ambiente sociale particolarmente degradato. Per titoli di studio, tassi e tipologia di occupazione, i circa 3 mila abitanti di Corviale sono infatti perfettamente nello standard di tutta Roma, centro escluso, ed anche i loro comportamenti elettorali si allineano con quelli di altre zone della periferia consolidata (per esempio di San Basilio). Nulla indica che droga e criminalita’ vi alberghino in modo particolarmente perverso, e nemmeno e’ vero, contrariamente a una leggenda diffusa, che l’ architetto Mario Fiorentino, responsabile dell’ idea progettuale, si sia suicidato alla constatazione del danno arrecato alla citta’ . La verita’ invece e’ che Corviale, visto da vicino e da dentro, appare assai piu’ accettabile che pensato da fuori e da lontano. C’ e’ dunque una contraddizione, che forse racconta alcune cose sia sugli errori di pianificazione e di organizzazione, di patti economici e di scelte funzionali che nel nostro tempo hanno rotto la sintonia tra lo sviluppo della citta’ , specialmente dei quartieri intensivi, e l’ identita’ , le aspirazioni, l’ autorappresentazione dei gruppi sociali destinatari dei quartieri nuovi, sia sull’ inclinazione dell’ opinione pubblica a giudicare le trasformazioni urbane in modo quantomeno sbrigativo. Costruire Corviale e’ stato un errore. Non soltanto perche’ la preferenza delle famiglie romane per le case di piccola scala rende ingiustificabili i giganteschi quartieri popolari realizzati negli anni Sessanta e Settanta, a Corviale come a Spinaceto, Tor Bella Monaca e altrove, ma anche perche’ l’ Iacp, committente di quei progetti finanziati dallo Stato, doveva sapersi incapace di gestire la sovrabbondanza di verde e servizi profusa a contropartita della concentrazione degli alloggi. Pero’ all’ errore e’ stato posto parziale rimedio dal tempo, perche’ oggi gli inquilini di Corviale, come testimonia Nicoletta Campanella, “amano il mostro. Anche se non lo capiscono ne sono affascinati. Hanno quasi un senso di fierezza ad abitare in un palazzo cosi’ conosciuto, discusso e fatto oggetto di attenzione da parte dei media”. Ora il Comune sta per spenderci 8 miliardi in opere di completamento e riqualificazione. Si finira’ per riabilitarlo?