







Gli inquilini di Corviale amano il mostro. Anche se non lo capiscono ne sono affascinati. Hanno quasi un senso di fierezza ad abitare in un palazzo così conosciuto, discusso e fatto oggetto di attenzione continua da parte dei media
// 12 maggio, 2010 // articoli di giornale
Il Tempo, 5 maggio 2010
http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2010/05/05/1155508-esco_casa_anni.shtml
«Mi chiamo Maria Pira. Ho 61 anni. Vivo in prigione da dieci». Per gli amici, quei pochi che hanno il coraggio di salire al quarto piano del Serpentone, è Mara. È una delle abusive di Corviale. Prima della sua porta c’è un cancello chiuso da un lucchetto. Solo in alcuni momenti dell’anno viene aperto e richiuso velocemente. La casa è una cucina con un tavolino e un bagno. C’è un frigo. C’è anche la tv e un vaso con un mazzo di margherite finte. «Mi hanno cacciata da Primavalle. Poi sono venuta qui dieci anni fa. Sono abusiva». Da quel giorno Mara ha deciso di non uscire mai di casa. O quasi: «Ho paura che qualcuno la occupi al posto mio. Esco solo per andare a prendere la pensione di invalidità». Si accende una sigaretta. La pensione da 700 euro le dà modo di mantenere qualche vizio. Prima faceva la baby sitter: «Mi occupavo dei bimbi degli altri che abitano qui. Le mie due figlie, invece, mi hanno abbandonata. La vita qui è brutta. Mi sento in galera. Mi sento disprezzata. La gente ci butta l’immondizia addosso. Ma io non me ne vado».