Una passeggiata radioguidata per rilevare lo spettacolo della città

pubblicato da Filippo

// 26 gennaio, 2012 // articoli di giornale



Si parla, sempre più spesso,  di smart city.  Sarà questa una delle parole chiave del prossimo Forum Digitale in Sala Borsa a Milano il 7 febbraio. Come anche del progetto TecArtEco che tra Como, Lugano e Gallarate si sta interrogando sugli scenari dell’ecologia urbana.

Si tratta di città intelligenti non solo per i servizi evoluti ma per la capacità di sollecitare partecipazione attiva. E’ uno dei nodi del nostro tempo, dati gli scenari di crisi grave per la transizione in atto, va trovato il modo per qualificare l’attenzione verso lo spazio pubblico. E’ su questo terreno che c’è da intraprendere dei nuovi percorsi di socializzazione che possano ammortizzare l’urto della crisi, promuovendo inclusione e opportunità di auto-organizzazione.
Per rendere possibile questa partecipazione è opportuno inventare però nuove forme d’iniziativa. In tutti questi anni abbiamo visto tanti interventi, dalle feste ai concerti, disseminando nelle piazze manifestazioni d’ogni sorta, portando spettacolo nelle città. Forse è il caso di fare qualcos’altro, ribaltando quel concetto, sotto il segno della sostenibilità: misurandoci con lo spettacolo delle città. Esplorandole, riscoprendole, valorizzandole. Ottimizzando le risorse pre-esistenti.

E’ questo il lavoro che sta facendo da qualche anno, a Roma, Urban Experience con happening radioguidati che approfondiscono la memoria condivisa dei luoghi, dinamizzano eventi di urbanistica partecipativa, esplorano complessi urbani d’estrema periferia.
Così come s’è fatto qualche giorno fa a Corviale, per una passeggiata radioguidata notturna (partita a mezzanotte!) in uno dei condomini più grandi d’Europa, lungo un chilometro.

Lo chiamano anche il “serpentone” perché si snoda, trasversale alla via Portuense che porta verso il mare, in una massa edificata che ha del totemico, un paradosso post-metropolitano.
Quella esplorazione ludico-partecipativa s’è svolta nell’ambito del Corviale Urban Lab , combinato con un evento di  creatività giovanile promosso da MarteLive che ha ospitato anche un intervento di  Workinproject.

L’azione era stata anticipata nel dicembre scorso, di mattina, con i  i bambini delle scuole elementari con cui era stato realizzato nel 2010 un geoblog: una mappa emozionale basata su Googlemaps e composta dalle fotografie e le registrazioni audio con la regia dei mediamaker di Portobeseno. E’ grazie ad un intervento simile che s’è conquistata la fiducia del quartiere che ha permesso un happening in un orario cosi estremo (mezzanotte) in una periferia così estrema.
La passeggiata radioguidata, definita walk show, era basata su soluzioni whisper radio che ha permesso al centinaio di esploratori urbani di ascoltare in cuffia le conversazioni con chi abita quel condominio concepito per tanto tempo un mostro urbanistico. Un mostro che oggi si rivela come un bell’organismo pulsante di vitalità e riscatto sociale.

Il percorso radioguidato ha avuto come voci guida alcuni conduttori di Urban Experience, esperti di storia dell’arte di Workinproject, architetti di Amatel’architettura, rappresentanti delle associazioni e delle comunità del quartiere come Corviale Domani. Lungo l’itinerario sono stati utilizzati dei mobtag, codici digitali che permettono agli smart phone di linkare a dei video che hanno documentato un particolare percorso emozionale. Repertori già inseriti nel geoblog delle “microstorie” di Corviale: l’esperienza già avviata da Urban Experience nel 2010, con un’attività di animazione multimediale che ha coinvolto i bambini delle scuole elementari di Corviale.
Tra i repertori video in streaming, da ascoltare in cuffia e proiettati (con un piccolo videoproiettore portatile) sui muri mentre si esplora il Serpentone, sono apparse anche le documentazioni dell’attività educativa svolta da Workinproject per CorvialeUrbanLab, sempre con i bambini del quartiere, attraverso il restyling ludico-creativo delle architetture di Corviale.

Sul socialnetwork di Urban Experience, Giulio scrive: “Contro l’abbandono e il degrado c’è solo una risposta, vivere la città, calpestarla, darle uso regalandole valore e significato.(…) si  ricostruiscono i frammenti della città, con i piedi, calcando e calpestando il suolo di asfalto e cemento, ricongiungendo il filo delle sue connessioni, rilanciando la piattaforma naturale dell’urbe nello spazio del pensiero, nella rete delle idee.”
da Tiscali Notizie, 26/01/2012
di Carlo Infante

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